03122021Headline:

Ma che ne sarà dell’ex mattatoio?

Querelle Brutti-Michelini sull'uso futuro: solo per Viterbo e per le mostre?

Gli artisti della Tuscia che espongono a "Contemporanea / Contemnporanei"

Gli artisti della Tuscia che espongono a “Contemporanea / Contemporanei”

In punta di fioretto, con impeccabile stile, ma la lettura corretta è che si sono pizzicati. E chi, di grazia? Il sindaco Leonardo Michelini e il presidente della Fondazione Carivit Mario Brutti. L’occasione è la presentazione degli artisti della Tuscia che partecipano a “Contemporanea/Contemporanei”, in corso di svolgimento all’ex mattatoio di Valle Faul. Proprio il nome della location (splendida, e su questo sono proprio tutti d’accordo) è motivo della prima frizioncella: Brutti ipotizza un cambio di denominazione, Michelini non è d’accordo (“Sono per la conservazione dell’identità: certo non sono io il proprietario e quindi non decido, ma ricordo che a Roma si parla tranquillamente di ex gazometro e anche di ex mattatoio”). Il tema non è strettamente all’ordine del giorno e  quindi ci sarà tempo per parlarne e approfondire la questione.

Federico Paris

Federico Paris

Ma il vero tema è un altro. “La mostra attualmente in corso – sottolinea il dottor Brutti – è anche una sperimentazione perché consente di verificare la risposta dei cittadini. Nessuno pensa di diventare ricco con la cultura, ma eventi di questo tipo sono anche imprese economiche, che vivono di costi e ricavi. La Fondazione ha fatto un investimento consistente, di 5 milioni di euro, per una struttura che a giudizio dello stesso presidente Zingaretti presente all’inaugurazione, è sovradimensionata rispetto alle esigenze della città. Quindi è necessario che altri soggetti intervengano e diano una mano. Come pure, non reputo affatto disdicevole pensare che quegli spazi possano essere utilizzati per altri scopi: non solo mostre, ma anche laboratori o eventi. E magari coinvolgendo pure città vicine (Civitavecchia, Orvieto)”. Il ragionamento non deve essere piaciuto particolarmente al sindaco. “Dare dignità agli artisti del territorio – replica l’ingegner Michelini – è una scelta della mia amministrazione che sarà portata avanti fino a quando ci saremo. Personalmente sono per la cultura a filiera corta e a chilometro zero. Sono termini che non ho inventato io, ma che mi piacciono molto perché danno il segno tangibile della vitalità culturale e artistica della nostra terra, scelta peraltro da molti nomi di livello internazionale come luogo di residenza”.

Arialdo Miotti

Arialdo Miotti

Sintesi obbligata: Brutti pensa ad aprire l’ex mattatoio (o come diavolo si chiamerà) ad altre esperienze e di qualunque genere (anche perché, come aveva dichiarato qualche tempo fa proprio a Viterbopost, i costi fissi sono consistenti e dunque la struttura deve funzionare a pieno regime per ammortizzarli), mentre Michelini tende alla valorizzazione delle risorse più prettamente locali, nel senso di provincia, senza quindi allargarsi troppo. Querelle più concettuale che reale, visto che comunque la rassegna di arte contemporanea terrà occupati i saloni fino al 29 maggio. Poi si vedrà, ma già il fatto che si discuta sulle prospettive future è il segnale che il tema è sul tappeto e andrà quindi sviscerato.

Intanto, al fianco di artisti di fama mondiale, non sfigura affatto la sezione Tuscia. Perché in realtà la rassegna è composta di due entità distinte: “Tra forma e segno” (con Modigliani, De Chirico e gli altri maestri) e “Contemporanea/contemporanei” con Pasquale Altieri, Massimo De Giovanni, Davide Dormino, Jan Incoronato, Arialdo Miotti, Federico Paris e Sophie Savoie. I numeri danno ragione con 1586 paganti in 17 giorni e con buoni riscontri sia per la presenza delle scuole (destinata ad accrescersi nelle prossime settimane) sia per le convenzioni stilate (con il Centro commerciale Tuscia, con l’associazione Facciamo Centro e con l’Hotel Salus Terme, quest’ultima in fase di definizione).  Presenti a Palazzo dei Priori 5 dei “contemporanei” viterbesi, mancano Sophie Savoie e Dormino impegnato a Perugia al festival internazionale di giornalismo con la sua la sua opera Anything to say.

Pasquale Altieri

Pasquale Altieri

Tutti soddisfatti, gli artisti presenti, della collocazione all’ex mattatoio: ”Una struttura magnifica – sottolineano Miotti, De Giovanni, Incoronato e Altieri – e questa mostra può essere un buon inizio per sviluppare qualcosa di importante anche a Viterbo”. ”Perché l’arte moderna – fa notare Federico Paris, altro talento locale – porta turismo, e si può fare anche per le strade, in modo diffuso, come accade per esempio nella vicina Poggibonsi”. Per l’architetto Gianni Cesarini, di Anonima Talenti che ha curato l’esposizione, “la struttura a Valle Faul ha confermato la sua vocazione espositiva. Le opere si sono integrate alla perfezione nel contesto, tanto da far pensare ad un utilizzo permanente del posto per questo genere di cose”.

Il sindaco Michelini chiude con un elogio sperticato dell’assessore Delli Iaconi: “E’ stato lui a volere fortemente un appuntamento con l’arte contemporanea”. E magari se il responsabile comunale della cultura mantenesse anche gli impegni (economici) presi con altre realtà, le cose andrebbero sicuramente meglio e lui sarebbe sicuramente più bravo. Ma questo è un altro discorso…

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