30062022Headline:

Elezioni e referendum, le sfide del Pd

Egidi: "Amministriamo 13 dei 21 comuni in cui si vota, puntiamo a vincere dappertutto"

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando

Elezioni amministrative primaverili e referendum autunnale: una lunghissima stagione di campagna elettorale che è praticamente già partita e che si concluderà in ottobre quando appunto tutti noi italiani saremo chiamati a confermare l’insieme delle riforme costituzionali approvate in Parlamento ed ora sottoposte al giudizio dei cittadini. Il Partito democratico della Tuscia si prepara per tempo e lancia la lunghissima volata chiamando a raccolta gli amministratori impegnati con il voto di giugno. Insieme al segretario provinciale Andrea Egidi (che è anche il responsabile del Lazio per gli enti locali), il segretario regionale Fabio Melilli e il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Ci sono tutti i maggiorenti democrat non appartenenti al rito fioroniano (che non è esattamente un segno tangibile di unità): il deputato Alessandro Mazzoli, i consiglieri regionali Enrico Panunzi e Riccardo Valentini, il presidente della Provincia Mauro Mazzola.

Si parte dalle amministrative del 5 giugno, anche perché è il primo appuntamento temporale. Nella Tuscia si eleggono i sindaci di 21 comuni (un terzo del totale), nessuno dei quali al di sopra dei 15mila abitanti: dunque, non è previsto il turno di ballottaggio. “Il Pd – sottolinea Egidi – guida 13 comuni ed è da questo dato che dobbiamo partire. Abbiamo lavorato puntando su candidati affidabili e capaci di dare risposte serie ai cittadini. Mi permetto di segnalare il lavoro compiuto a Vetralla, Orte e Vasanello, dove le amministrazioni uscenti sono di centrodestra, e l’azione di recupero che stiamo facendo a Soriano nel Cimino e a Fabrica di Roma. L’obiettivo? Provare a vincere dappertutto”. Tocca anche ad alcuni aspiranti alla carica di primo cittadino: Luciano Cimarello, sindaco uscente di Montefiascone (“La zavorra della burocrazia penalizza le amministrazioni locali”); Emanuele Maggi, 28 anni, assessore ai lavori pubblici uscente e candidato sindaco a Bassano Romano (“Talvolta non abbiamo i mezzi per risolvere i problemi, ma sempre dobbiamo essere al fianco dei cittadini”); Alessandra Mecocci, candidato sindaco a Vasanello (“Difficile scalzare un sindaco uscente, ma intanto un primo risultato lo abbiamo ottenuto riaggregando le associazioni del territorio”); Angelo Ciocchetti, indipendente sostenuto dal Pd nell’equilibrata battaglia di Orte (“La nostra è l’unica proposta realmente organica”). Consultazione molto locale nella Tuscia, ma estremamente importante sul piano nazionale visto che si vota in grandi città come Roma, Milano, Napoli e Torino. “Tutte le opposizioni non perderanno occasione – sintetizza Andrea Egidi – per dare una prima spallata al governo Renzi”.

I consiglieri regionali Valentini e Panunzi, al centro il presidente della Provincia Mauro Mazzola

I consiglieri regionali Valentini e Panunzi, al centro il presidente della Provincia Mauro Mazzola

Già, perché forse la partita vera si giocherà in autunno con il referendum confermativo sulla riforma costituzionale. Renzi su quel voto scommette il suo futuro politico: “Se non passa, vado a casa”. “Ma secondo me è un errore – ancora Egidi – personalizzare quel voto”. Sarà pure così, ma la sensazione è che alla fine ci sarà un referendum proprio sul presidente del consiglio. Intanto, i dem pensano a costituire dappertutto Comitati per spiegare e coinvolgere la società civile: “Comitati larghi e aperti – spiega Fabio Melilli – La voglia di cambiamento si percepisce nettamente, ma vengono anche a galla le resistenze di un Paese corporativo: va tutto bene e tutti sono d’accordo fino a quando non si toccano certe prerogative e certi poteri. La scommessa, secondo me, è dimostrare innanzitutto a noi stessi che abbiamo la possibilità e la voglia di cambiare l’Italia”.

Luciano Cimarello, candidato sindaco a Montefiascone

Luciano Cimarello, candidato sindaco a Montefiascone; alle spalle, Fabio Melilli

“Dobbiamo aver cura della Repubblica”: il ministro Andrea Orlando usa un’espressione di Sergio Mattarella per entrare nel vivo della discussione. “Alcuni pilastri del nostro percorso stanno venendo meno: a cominciare dall’Europa che si sta disgregando sotto i colpi del populismo e della paura. Diciamoci la verità: abbiamo accettato Paesi che sono entrati solo perché volevano usare la Ue come un bancomat e oggi ce ne sono diversi che non meritano di stare in un’istituzione che si chiama Europa. E’ in crisi la democrazia rappresentativa: non è vero, come taluni sostengono, che tutte la politica è marcia, ma è vero che spesso la politica non dà risposte e quando le dà lo fa con tempi troppo lunghi. Ecco perché la fine del bicameralismo perfetto è una delle svolte che permetterà meccanismi decisionali più veloci. E la conseguenza di questo è la partecipazione in continuo calo”.

Emanuele Maggi, candidato sindaco del Pd a Bassano Romano

Emanuele Maggi, candidato sindaco del Pd a Bassano Romano

“A questi problemi, che sono seri e riguardano tutti  – continua il Guardasigilli – non si risponde con il populismo o con l’allarmismo. Tanto meno con la cooptazione dei candidati. Basta guardare ciò che è accaduto a Roma: la Raggi l’ha scelta Grillo; Salvini ha scelto la Meloni e Berlusconi prima ha scelto Bertolaso e poi ha virato su Marchini. Noi proponiamo un cammino diverso: si arriva alla candidatura passando dalle primarie che certo qualche difetto ce l’hanno, ma intanto permettono ai candidati di farsi conoscere e di prendere contatto con gli elettori. In definitiva, l’unica proposta politica seria in campo è quella del Pd. Ma questo non è un buon segnale per l’Italia”. “No, il referendum – conclude Orlando – non deve essere un sì o un no a Renzi, piuttosto l’occasione per ammodernare il Paese, per dialogare con gli italiani (a questo serviranno i Comitati), per migliorare il funzionamento di alcuni meccanismi istituzionali. Si poteva fare meglio? Su certi passaggi, penso di sì, ma questo non significa che sia tutto da buttare al macero. Non è la riforma perfetta, ma cercando la perfezione, siamo rimasti fermi per decenni. E questo non possiamo più permettercelo”.

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