11122019Headline:

Il codice penale di Falcone ora è a Tarquinia

Tre studenti del Cardarelli a Palermo a 24 anni dalla strage di Capaci

Il codice penale di Giovanni Falcone  ora è custodito al Cardarelli di Tarquinia

Il codice penale di Giovanni Falcone ora è custodito al Cardarelli di Tarquinia

No, non è ancora venuto il momento di dimenticare. No, bisogna averle impresse nella mente quelle fotografie: le macchine esplose, l’asfalto completamente rovinato, la polvere, il fumo nero, i detriti riversi per strada. E la gente che si ferma incuriosita a guardare e quella che, invece, porta sul volto il terrore per aver capito la gravità dell’accaduto. No, non si può dimenticare chi ha lottato per avere un Paese migliore, per proteggere cittadini innocenti e consegnare alla giustizia i colpevoli. No, è passato troppo poco tempo, poco più di venti anni, ed è troppo presto per scordare i loro nomi: Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini delle loro scorte (Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina).

‘’A questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”. Le parole del magistrato Giovanni Falcone sono un insegnamento ancora valido oggi che viene accolto e diffuso in tutta Italia partendo dalle scuole, come succede nell’Istituto Vincenzo Cardarelli di Tarquinia. Da anni gli studenti della città etrusca sono sensibili al problema mafia dandosi da fare sui temi della legalità, con l’aiuto dell’associazione “Libera contro le mafie”, attraverso assemblee annuali e l’adesione a progetti come “Vitamina L” (“L” sta per legalità ed è la vitamina simbolicamente contenuta nei prodotti coltivati dalle cooperative sociali nei terreni confiscati alla mafia).

Quest’anno i ragazzi del Cardarelli sono diventati campioni di legalità: tre di loro, in rappresentanza di tutti gli altri, hanno partecipato infatti a manifestazioni molto importanti. Sara Annibali, Giovanni Mancinelli e Federico Liccardi (classe V A/P) hanno preso parte alla “Notte bianca della legalità” a Roma indossando, tra l’altro, delle t-shirt per ricordare, e per fare in modo che fosse lì con loro, il compagno Edoardo Costa, morto prematuramente per un malore poco meno di un mese prima.

La dedica sulla controcopertina

La dedica sulla controcopertina

Poi, lunedì scorso l’evento più importante, in occasione del 24.  anniversario della strage di Capaci (seguita qualche mese dopo da quella di via D’Amelio a Palermo). Gli studenti di Tarquinia, accompagnati dalla professoressa Cinzia Bifulco, e altri 800 ragazzi provenienti da tutta Italia sono arrivati a Parermo. Il ritrovo nell’aula bunker del carcere dell’Ucciardone non è certamente un caso, l’aula fu infatti costruita in poco tempo per poter ospitare il maxiprocesso, frutto del lavoro di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. “Palermo chiama Italia”, questo il nome della giornata commemorativa, ha messo in contatto molte piazze della legalità italiane grazie a collegamenti televisivi per fare in modo che potessero partecipare all’evento altri 50mila studenti (inoltre, la manifestazione si è svolta contemporaneamente in otto città italiane).

Nel bunker, tra un intervento ed un altro, i ragazzi del Cardarelli hanno ricevuto il codice penale di Giovanni Falcone, un monumento di legalità che, come la fiaccola olimpionica, viene passato di volta in volta da un istituto scolastico ad un altro, ora quindi sosta nella sede Tarquinia.

“La mafia non è affatto invincibile – ripeteva Falcone – è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine”. Sì, non dobbiamo dimenticare e dobbiamo soprattutto continuare a lottare.

Policy per la pubblicazione dei commenti

Per pubblicare il commenti bisogna registrarsi al portale. La registrazione può avvenire attraverso i tuoi account social, senza dover quindi inserire ogni volta login e password o attraverso il sistema di commenti Disqus.
Se incontrate problemi nella registrazione scriveteci webmaster@viterbopost.it

Pubblica un commento

Per commentare gli articoli, effettua il login attraverso uno dei tuoi profili social
Portale realizzato da