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Nozze d’oro con Luce di Rosa

Il Comitato Centro storico festeggia 50 anni di attività con la nuova minimacchina

Il logo che celebra i 50 anni di attività del Comitato Centro storico

Il logo che celebra i 50 anni di attività del Comitato Centro storico

Innanzi tutto non chiamateli più mini facchini: sono i facchini della minimacchina. “Abbiamo la stessa divisa, lo stesso cuore, la stessa fede – scandisce Massimo Mecarini -, L’unica differenza sta nell’età”. E se lo dice il capo dei facchini adulti, si può star tranquilli:le cose stanno così. La minimacchina del Centro storico festeggia cinquant’anni di trasporti: dal 1966 ad oggi, si sono formati 2500 giovani portatori. Bambini e ragazzi che hanno imparato “l’arte” e che poi erano pronti per il salto di categoria: molti di loro sono diventati facchini e in diversi casi la sera del 3 settembre si sono ritrovati fianco a fianco padre e figlio. “Un segno di unione – ancora Mecarini, il presidente del Sodalizio – che ci dà forza e sicurezza perché significa che la tradizione continua e si rafforza”.

La pianta di Luce di Rosa, la nuova minimacchina

La pianta di Luce di Rosa, la nuova minimacchina

In una Sala Regia stracolma, il Comitato Centro Storico presenta la nuova mini macchina che sfilerà la sera del prossimo 1 settembre. Si chiama Luce di Rosa ed è stata ideata da Lucio Laureti. che si è avvalso della collaborazione di un team di ingegneri e architetti che hanno lavorato tutti rigorosamente gratis. Al fianco del presidente del Comitato Alfredo Fazio (uno di quelli che già c’era cinquant’anni fa insieme a Renzo Lucarini e Giancarlo Bruti), il sindaco Leonardo Michelini, gli assessori Alessandra Troncarelli e Giacomo Barelli e Massimo Mecarini. Intanto alcune novità significative del nuovo mini campanile: avrà 8 angeli stilizzati, la pianta della struttura non è quadrata (come vuole la tradizione) ma vuole ricreare l’idea di una fortezza; sarà alta 4 metri e 60. Ma l’innovazione più importante è costituita dal fatto che durante il percorso arriverà a toccare i 5 metri e 60 di altezza: la parte centrale della mini macchina, infatti, sarà innalzata durante il trasporto effettuato da ragazzi tra i 6 e i 14 anni. I progetti concorrenti erano 5 e la scelta è avvenuta con votazione segreta.

La presentazione in Sala Regia

La presentazione in Sala Regia

“Abbiamo cercato – interviene il presidente Fazio – di realizzare il sogno di tanti bambini che magari domani diventeranno facchini ma anche ora, almeno per una sera, sono esattamente come i grandi per la devozione e l’amore che esprimono nei confronti della nostra santa. Vogliamo mantenere in vita e coltivare questa bella tradizione viterbese”. “E’ un anniversario davvero importante – sostiene l’assessore Barelli -.  Il trasporto delle mini macchina fa ormai parte del tessuto della nostra città e come Comune siamo estremamente contenti di continuare a supportare questa iniziativa. E per ricordare il traguardo dei 50 anni di attività, il prossimo 1 settembre sarà posizionata una targa celebrativa in piazza Dante”. Cioè, lo storico luogo di partenza del trasporto.

“Rivendico una piccolissima parte di merito – interviene l’assessore Troncarelli – nella realizzazione della nuova mini macchina. L’anno scorso, la Regione Lazio emanò un bando che metteva a disposizione fondi  per valorizzare le tradizioni presenti sul territorio. Pensai subito alle due Minimacchine. Abbiamo ottenuto un finanziamento di 20mila euro che è stato diviso in parti uguali tra i comitati del Centro Storico e del Pilastro”.

Sala Regia gremita per le nozze d'oro del Comitato Centro Storico

Sala Regia gremita per le nozze d’oro del Comitato Centro Storico

L’anniversario per i 50 anni del trasporto è stato celebrato anche con la realizzazione di un nuovo logo, creato da Chiara Bruti, e che rappresenta i simboli principali di questa iniziativa. In Sala Regia anche i figuranti de La Contesa e i musici del Comitato, oltre ai mini facchini e ai famigliari: i veri protagonisti del trasporto. “Questi ragazzi – sottolinea Fazio – rinunciano alle vacanze per prepararsi al meglio. Ed è anche significativo che quelli più grandi, che ormai non possono più trasportare la mini macchina, vengano alle prove e diano una mano ai più giovani”. “Ringrazio di cuore il Comitato – commenta il presidente del sodalizio Massimo Mecarini – perché con il loro lavoro e il loro sacrificio hanno formato dei veri facchini nel corso degli anni e ci hanno consegnato dei ragazzi fatti, pronti per il trasporto della Macchina di Santa Rosa, ai quali non va insegnato nulla”.

Renzo Lucarini, uno degli storici componenti del Comitato Centro storico, con Cristina Pallotta, addetto stampa del Comune di Viterbo

Renzo Lucarini, uno degli storici componenti del Comitato Centro storico, con Cristina Pallotta, addetto stampa del Comune di Viterbo

“Il trasporto della Macchina di Santa Rosa, unito a quelli delle mini macchina – conclude il sindaco Michelini – rappresenta il punto di forza della nostra città, il nostro simbolo. Che ci ha consentito anche di varcare i confini nazionali attraverso il riconoscimento Unesco. Ma non basta solo la tradizione, che è riconoscibilità delle nostre radici, ci vuole anche  l’innovazione, cioè la voglia di guardare al futuro. Ogni tre anni il Comitato rinnova la minimacchina, per quella dei grandi l’intervallo è più ampio, ma tutte sono accomunate da un unico impegno: rinnovarsi, tenendo ben salda la tradizione che ci unisce. E c’è un’ulteriore caratteristica che ci differenzia rispetto ad altre città dove si svolgono manifestazioni simili: a Gubbio come a Sassari, c’è competizione, rivalità, talvolta anche prfonda; qui a Viterbo no. Sia pure per pochi giorni, si dimenticano differenze e contrasti e si va avanti nell’unità, che coinvolge anche i non credenti”. Siamo o no tutti d’un sentimento?

 

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