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Gli insegnamenti del professor Vismara

Professore di lettere al Magistrale e giornalista al Messaggero

Francesco Lippolis, vincitore dell'edizione 2016 del concorso intitolato al professor Vismara

Francesco Lippolis, vincitore dell’edizione 2016 del concorso intitolato al professor Vismara

Il clima è di festa e non si respira la noiosa aria della celebrazione. E’ piuttosto un omaggio che la scuola, la “sua” scuola, ogni anno dedica al professor Alessandro Vismara, docente di lettere dell’Istituto Magistrale S. Rosa e giornalista nella redazione viterbese del Messaggero. E proprio in questa doppia veste viene ricordato: educatore di intere generazioni di studenti (compresa la stessa preside della scuola, Maria Teresa Maffucci) e maestro di chi si avvicinava al mestiere di cronista. Nell’aula magna gremitissima, tantissimi ex colleghi, i professori che oggi insegnano, i parenti, gli amici e soprattutto i ragazzi, perché sono loro gli autentici protagonisti della giornata. E’ l’atto finale del concorso che da 28 anni premia gli alunni che si cimentano su un tema proposto dalla commissione giudicatrice. Quest’anno record di partecipanti (esattamente 30) e argomento piuttosto complicato: qual è lo stato di salute della democrazia in Italia a 70 anni dal referendum costituzionale nel quale, per la prima volta, votarono anche le donne. Argomento che, per la verità, metterebbe in difficoltà anche parecchi adulti, ma questo è un altro discorso…

Al giornalista Mauro Galeotti e al consigliere comunale Paolo Simoni il compito di ricordare la figura del professor Vismara, innamorato di Viterbo e sempre pronto a battaglie per la promozione della città. “Non lo avevo conosciuto – sottolinea il sindaco Michelini – come insegnante, ma lo seguivo come scrittore e commentatore delle vicende viterbesi. Ho riletto i suoi articoli e li ho trovati straordinariamente attuali. Soprattutto mi ha colpito la capacità di affrontare ogni argomenti con competenza e capacità, ma soprattutto con la caratteristica di non fare mai il tifo per nessuno”. Poi la conferma ufficiale: “Qualche giorno fa – continua Michelini – è stato presentato in consiglio comunale un ordine del giorno per sollecitare l’intitolazione di una via ad Alessandro Vismara. E’ stato sottoscritto da diversi consiglieri e approvato. Non so ancora se sarà una strada o un parco o qualche altro angolo di Viterbo, ma di certo qualcosa faremo per ricordare un uomo che si è saputo distinguere”.

Alessia

Francesca Perdicchia e Valentina Conticchio si sono classificate al secondo posto

C’è anche il tempo per un aneddoto. “Dopo la guerra – racconta il sindaco – il papa dell’epoca si era pronunciato in maniera forte contro i comunisti. Una faccenda che a Viterbo aveva creato qualche problema, perché la Macchina di S. Rosa veniva trasportata da facchini veri, gente che lavorava al Consorzio agrario e che era anche iscritta al Pci. Come uscirne fuori? Ci pensò Vismara in un articolo del 1948 o ’49 nel quale spiegò con semplicità che la Macchina veniva costruita con i soldi del Comune e quindi tutti i cittadini di qualunque appartenenza politica potevano trasportarla…”.

Quest’anno il primo premio del concorso va a Francesco Lippolis (1 AE), mentre si classificano ex aequo al secondo posto Francesca Perdicchia (4 AE) e Valentina Conticchio (4 CU). A tutti gli altri un riconoscimento offerto dalkla scuola: Viviana Allegrucci (4 CU), Erika Ammucciato (3 AE), Soraja Bonaventura (4 AE), Daniela Butinelli (5 AE), Lucrezia Colinelli (5 AE), Annalisa De Colle (4 AE),  Pietro Di Giuseppe (4 AE), Monica Fadda (5 AE), Mariarita Ferrara (4 CU), Lorenzo Fortugno (5 DU), Martina Gregori (4 AE), Andrea Iacomini (4 CU), Bergita Ibra (4 CU), Veronica Lanzara (5 DU), Sofia Lopis (3 AE), Nicole Manconi (4 CU), Niko Matteo Montico (3 BE), Mara Narduzzi (5 AE),  Beatrice Paolocci (4 AE), Vanessa Papalini (3 AE), Sara Preite (3 AE), Serena Rosauri (3 AE), Valentina Rubino (4 AE), Asia Sarnà (3 AE), Valeria Simone (5 AE), Aurora Torromacco (2 AU), Benedetta Trapè (5 AE).

 

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