09122022Headline:

Talete, il bilancio non s’ha da votare

Il sindaco Leonardo Michelini spiega il perché del "ni" al documento contabile

Salvatore Parlato, presidente di Talete

Salvatore Parlato, presidente di Talete

Che in fin dei conti astenersi è un po’ come restare a galla. Nel senso: non si affoga, ok. Ma manco ci si mette in salvo. Si rimane lì, in attesa che qualcuno lanci una ciambella (non il vice sindaco) o che passi la bufera. E così il Comune di Viterbo decide di astenersi (appunto). Di non dire né si né no. Su Talete (che poi rappresenta il liquido assoluto nel quale si può galleggiare) prevale il ”ni”. Con tutte le conseguenze che può portare e che porterà. Tra lattarini impauriti e squali alla ricerca di sangue fresco.

È andato, il bilancio 2015. La società di zona che gestisce l’acqua lo ha approvato. Coi soliti lustri burocratici, certo. Ma non fuori tempo (do you remember Bonori?). I soci hanno votato. Venti su ventuno d’unione & d’accordo. Uno invece si è astenuto. Tonino Delli Iaconi, per la precisione. Logico, in rappresentanza di chi rappresenta. Non ne ha fatto una questione personale, ecco.

E la situazione ora diventa strana. Anomala, quantomeno. Perché a tirarsi fuori (di lato) dalla congrega è il socio più importante. Per abitanti, utenze, vari e allegati.

In tutto ciò, comunque, va rimarcato l’utile di chiusura pari a 87mila euro scarsi. Che sarebbe una notizia a vederla bene, se non fosse che il suddetto “ni” ha avuto una eco più pomposa. Al punto tale che pure il nuovo presidente Talete, Salvatore Parlato, non è che l’abbia presa poi così bene. “Viterbo si assume la sua grande responsabilità con questa mossa – la sintesi dell’intervento – anche se siamo coperti”. E per “coperti” si vuol intendere che i 900mila euro di arretrati che il capoluogo dovrebbe versare alla società, messi ad oggi in stand-by per conseguenza del Delli Iaconi agire, verranno giocoforza ammortizzati con il capitale interno: 5 milioni di accantonamento. Altro discreto gruzzoletto.

Il sindaco Leonardo Michelini

Il sindaco Leonardo Michelini

La domanda però sorge lo stesso, e pure spontanea: perché? A rispondere è direttamente il sindaco-pompiere, Leonardo Michelini. ”Riconosciamo il credito a Talete – spiega – ma le cose debbono essere fatte con consequenzialità”. Che sarebbe? ”Sul bilancio 2014, qualche mese fa, fui io stesso ad astenermi – aggiunge – per quella vecchia faccenda da definire. Loro hanno crediti nei nostri confronti, noi nei loro. Si sta giocando quindi una partita legale. Sia chiaro, una gara ancora aperta ma dove le squadre hanno un comune accordo”.

In sostanza si percepisce che la burocrazia ha i suoi tempi, ma tutto si sistemerà. ”Si punta ad un regime di compensazione tra le parti – chiude Michelini – ecco perché Delli Iaconi si è astenuto. Ed ecco perché mi sono astenuto io prima di lui”.

E nel frattempo si galleggia.

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