13042021Headline:

Un volto e un nome per la donna sconosciuta

L'8 giugno 1944 i tedeschi uccisero tre viterbesi: domani la commemorazione

Giovanna Cavarocchi, presidente di Auser Viterbo

Giovanna Cavarocchi, presidente di Auser Viterbo

Un tempo non troppo lontano, in una città dalla veste medievale, venne uccisa una donna senza volto e senza nome. Si trovava insieme a due suoi concittadini quando alcuni militari tedeschi decisero di farli fuori. Era l’8 giugno del 1944 durante la seconda guerra mondiale, giorno del bombardamento e della rappresaglia tedesca a Viterbo.

Settantadue anni dopo si vuole ancora ricordare uno degli episodi che più ha segnato la storia della città dei papi e per questo l’Associazione di volontariato per l’invecchiamento attivo e il dialogo intergenerazionale (Auser) guidata da Giovanna Cavarocchi, in collaborazione con Anpi, Arci e Spi-Cgil, si è attivata per promuovere dei progetti a tal fine: concorso per le scuole ‘’Cento Storie Cento Volti. Le storie e i volti di una donna rimasta sconosciuta’’ e visita guidata nei luoghi simbolo del bombardamento a Viterbo.

Gli studenti delle scuole partecipanti al concorso (istituto Dalla Chiesa di Montefiascone, liceo Buratti, istituto Leonardo Da Vinci, liceo Santa Rosa, istituto Paolo Savi e liceo artistico Orioli) hanno presentato 40 elaborati (sia letterari che grafici) tutti ispirati a quella tragica pagina della storia viterbese. La lapide incastonata in un masso nei pressi del piazzale Gramsci recita: “Qui l’8 giugno 1944 colpiti dalla rappresaglia tedesca cadevano una donna rimasta sconosciuta, Pastrelli Giacomo, Telli Oreste. Vittime d’inumana ferocia, custodi di patria e libertà”. Qui inizia e continua fino ad oggi il mistero della donna uccisa di cui nessuno ha mai saputo rintracciare il nome. È proprio il non conoscere nulla della vittima che fa nascere nella mente dei giovani studenti storie di fantasia capaci di donare di nuovo vita a quella donna sconosciuta non lasciando che venga dimenticato il suo sacrificio e allo stesso tempo ricordando quanto la seconda guerra mondiale sia stata feroce anche nella città di Viterbo. Questo è proprio lo spirito del concorso che ha premiato per la categoria letterario-poetica Nicole Stella Metz, studentessa del liceo Buratti, con il brano ‘’Effetti collaterali’’ e per la categoria grafica Lucrezia Spugnini, dell’istituto Paolo Savi, con il video ‘’Un volto? No. Cento e più mila storie’’.

L'Auser ha promosso il concorso per gli studenti

L’Auser ha promosso il concorso per gli studenti

Tutte i lavori in concorso hanno colto la sofferenza, la paura e anche la speranza della donna sconosciuta così come i sentimenti di molte altre donne vittime innocenti e soprattutto hanno rappresentato un ponte di collegamento tra generazioni diverse, quelle che la guerra l’hanno vissuta e quelle che, per fortuna, possono solo immaginarla. Le storie di guerra realmente accadute o quelle raccontate dalla fantasia degli studenti sono il simbolo della tragedia umana che non deve essere dimenticata. Ecco il senso del concorso e il senso della visita guidata di domani, giorno in cui ricorre il 72. anniversario dalla rappresaglia tedesca.

Agata di Francesco, alle 10, accompagnerà gli studenti delle scuole, e chiunque altro voglia partecipare, nei luoghi simbolo della guerra a Viterbo. Una lezione storica itinerante che attraverserà piazza della Rocca, presa di mira durante il bombardamento, piazza Fontana Grande, luogo del mercato e del lavoro delle donne, scuole rosse, perché l’istruzione era importante come il voto delle donne, porta San Marco, in cui fu ucciso un bambino, e infine piazzale Gramsci dove l’attenzione e il racconto si fermeranno alla lapide che ricorda quella donna senza volto e senza nome.

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