09042020Headline:

Polizia locale, riunione senza i protagonisti

Martedì consiglio comunale straordinario, ma la municipale non ci sarà (forse)

La conferenza stampa di alcune sigle sindacali sulla situazione della polizia locale a Viterbo

La conferenza stampa di alcune sigle sindacali sulla situazione della polizia locale a Viterbo

Domanda: a che serve un consiglio comunale monotematico e straordinario se i protagonisti (o meglio, i loro rappresentanti) non possono partecipare se non come spettatori passivi? Risposta abbastanza semplice: a poco, se non addirittura a niente. Perché è di tutta evidenza che la discussione sarebbe ben più corposa se si potesse ascoltare la voce di chi, ogni giorno, ha a che fare con i problemi concreti e reali di un lavoro particolare e dalle mille delicate sfaccettature.

La questione era stata sollevata, quasi in chiusura e un po’ en passant, dal consigliere Sergio Insogna (gruppo Gal) durante l’ultima assise di Palazzo dei Priori (giovedì sera) quando ormai erano tutti pronti a votare sulla concessione della cittadinanza onoraria al 3° Reos “Aldebaran” dell’Aves e a sgommare verso lidi decisamente più piacevoli della Sala d’Ercole, dove talvolta molto si chiacchiera e poco si conclude. Come che sia, all’interrogativo posto da Insogna non si era sottratto il presidente dell’assemblea Marco Ciorba, rivendicando alle proprie prerogative la valutazione di “aprire” la prossima riunione agli stessi agenti della municipale. Non tutti, è chiaro.

Luisa Ciambella, assessore comunale alla polizia locale

Luisa Ciambella, assessore alla polizia locale

Non si ha notizia, almeno per ora, di iniziative in tal senso, ma ci sarebbe comunque tempo per porre rimedio ad un’assenza abbastanza singolare. Finora, infatti, sulla situazione della polizia locale viterbese si è saputo tramite conferenze stampa e/o comunicati e/o prese di posizione (sempre sui mezzi di comunicazione) dell’assessore preposto, Luisa Ciambella. Ma forse sarebbe opportuno che la faccenda venga affrontata ascoltando in una sede pubblica, qual è appunto il consiglio comunale, che cosa hanno da dire gli stessi protagonisti. In fondo, si tratterebbe di sentire il parere al massimo di 4-5 rappresentanti sindacali (uno per ogni sigla): roba che in una mezzoretta, anche meno, andrebbe già in archivio. Quattro-cinque minuti per ogni intervento e poi il via alla discussione. Una sorta di contingentamento dei tempi proprio per evitare che la sede si trasformi in un’arena per rivendicazioni di ogni genere. Per avvisare i diretti interessati basta un breve giro di telefonate: presidente Ciorba, ci ripensi se già non lo ha fatto. Il tressette col morto (il paragone è un po’ irriverente, ma rende l’idea) può essere anche divertente, ma giocare in quattro (e tutti vivi) è un’altra cosa.

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