25022020Headline:

Il Fleb trasloca da Tuscania a Tarquinia

Il festival della letteratura breve migra, da comune di destra a comune di sinistra

Una conferenza a Tuscania

Una conferenza a Tuscania

Lo notizia è buffa. Ma poi, a vederla bene, c’è poco da ridere. Vediamo. Praticamente la scorsa estate a Tuscania hanno messo in piedi una cosa molto fica: il Fleb. Il Festival della letteratura breve. Incontri, seminari, discussioni, concerti. Una qualità incredibile. Un prodotto culturale piombato dal cielo, che Caffeina a confronto è una sagra della porchetta (con tutto il rispetto per la porchetta).
Il sindaco di casa, Fabio Bartolacci, si è così ritrovato un contenitore confezionato ad hoc. Al quale ha contribuito con moneta, logico. Ma dal quale ha senza ombra di dubbio tratto benefici. In termini di visite, di visibilità, di rientro economico per gli esercenti, di prestigio.
Tutto molto bello, si direbbe. E perciò, giacché siamo nell’estate successiva, quando ci si ritrova per la seconda edizione? Mai. Risposta secca. Che merita argomentazioni lunghe e tutt’altro che noiose.
Il Fleb si sposta a Tarquinia (settembre e non più luglio). Già, se lo è preso Mauro Mazzola. E qui la prima considerazione che si potrebbe fare è la classica gara a chi ce l’ha più lungo. Ma, da signori, preferiamo abbandonare il dibattito da bar. Lo sgarbo c’è, e si vede. Ma se voi foste sindaco di Tessennano e vi offrissero questa cosa qua, non la prendereste?

Mazzola è Bartolacci, c'eravamo tanto amati

Mazzola è Bartolacci, c’eravamo tanto amati

Meglio procedere, quindi. Meglio passare al politichese. Materia che, la storia insegna, si può trascrivere da mille punti di vista (tutti sbagliati, ovvio). Mazzola è di sinistra (qualsiasi significato possa avere oggi “essere di sinistra”). Così come lo è la signora Lidia Ravera. Che poi sarebbe un’assessora regionale della giunta Zingaretti (sinistrorso anch’egli). E chi paga il conto quando il Fleb è terminato? Ok il co-finanziamento. Ma il grosso se lo ciuccia proprio la Regione. Che quindi decide come e dove spendere (100mila euro, non bruscolini). E in questo secondo caso ha optato per Tarquinia, già. Cittadina di indubbio fascino, di grandi potenzialità (il più delle quali inespresse), di forte impatto. Ma anche cittadina a bandiera Pd. Doppia. Mazzola è sia sindaco che presidente della (presunta) Provincia.

Domani tenteremo di parlare un poco con Bartolacci. È doveroso, perché pare che la Ravera gli avesse promesso il bis. Così come poi proveremo a sentire anche Mazzola (si fa cronaca, mica asciughiamo gli scogli). Nel mentre però era indispensabile presentare il caso. E chiudere con una chicca incredibile.
Sulla sua pagina Facebook ufficiale il Partito democratico di Tuscania, in merito alla faccenda, commenta (anzi “posta”): “Una notizia amara, che non ci aspettavamo di leggere”. Cribbio. Eppure bastava telefonare al boss. Ma possibile che questi manco tra di loro parlano?

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