25012021Headline:

Come procede Garanzia giovani in agricoltura?

Il progetto della Regione è partito, e ora si spera bene dopo i classici sei mesi

schiavi

Uno scatto agricolo retrò

Braccia rubate all’agricoltura, si diceva una volta con tono di scherno verso i giovani che non erano in grado di svolgere altri lavori al di fuori di quelli manuali, in particolar modo quelli di campagna. Oggi, però, il primo settore si riprende la sua rivincita e anche quelle braccia che da tempo gli sono state sottratte. Dopo le polemiche che lo hanno accompagnato dal momento della sua nascita – un primo maggio del 2014 che suona quasi beffardo – fino ai giorni nostri, sbarca nel mondo bucolico il progetto ‘”Garanzia giovani”. Attualmente in corso, ma meritevole comunque di approfondimento (considerando il tema caldo, la disoccupazione in “tenera” età). Finanziato con i fondi dell’Unione europea, è un progetto per l’inserimento all’interno delle aziende di ragazzi sotto i 30 anni disoccupati e che non sono iscritti all’università o a corsi di formazione. Sei mesi di tirocinio retribuito con 500 euro, in parte erogati dalla Regione e in parte dell’azienda stessa, con al termine il sogno di un’assunzione con contratto. Un sogno, appunto…
Ritardi biblici nei pagamenti, procedure burocratiche tortuose, fondi che sparivano nel marasma delle agenzie interinali e casi di sfruttamento delle aziende; è stata questa la dura realtà con cui migliaia di speranzosi (all’inizio) ragazzi sono stati costretti a fare i conti. Il tutto ben testimoniato dai gruppi Facebook, con migliaia di iscritti, dai titoli emblematici come  “Garanzia giovani… ma de che” o ancora “Quelli che aspettano i soldi di Garanzia giovani”.
Due anni dopo e con il rinnovo anche nel 2017, la Regione Lazio prova a rilanciare il pacchetto, che finora ha ottenuto risultati sotto le attese e lo fa, forse per recuperare la verginità perduta di un tempo, ripartendo dal mondo primigenio delle campagna.
È stato infatti firmato in primavera dagli assessori regionali Lucia Valente (Lavoro) e Carlo Hausmann (Agricoltura), con la Coldiretti, le coop di Roma, Viterbo, Rieti, Latina e Frosinone e le altre associazioni di categoria, il protocollo d’intesa per portare i giovani disoccupati nel settore primario. “Saremo parte attiva – ha commentato a caldo e fiducioso David Granieri, presidente di Coldiretti del Lazio – nella divulgazione di uno strumento fondamentale per la crescita del sistema agricolo che, oggi più di ieri, mostra una vivacità che non si trova in alcun altro settore produttivo. Questo strumento è prezioso perché ci aiuterà a reperire e cooptare nuove nuove figure professionali, diverse da quelle canoniche, di cui le aziende innovative hanno bisogno. L’agricoltura non è più solo bracciantato. Servono professionisti della tecnologia digitale per guadagnare spazi sul web. Le imprese hanno bisogno di braccianti, ma anche di cuochi, di venditori e soprattutto di profilatori del web esperti nella promozione dei prodotti sul mercato digitale”. E ancora: “Garanzia giovani è il percorso al quale guardiamo con fiducia per incentivare il percorso di innovazione tecnologica di cui le imprese – chiusura di Granieri – non possono fare a meno per sostenere la sfida del mercato globale”.

Riccardo Valentini

Riccardo Valentini

Una punta di ottimismo l’ha mostrata anche Riccardo Valentini, vice presidente della Commissione agricoltura della Regione Lazio: ”È particolarmente significativo  che le attività agricole vengano considerate alla stregua di tutte le altre forme di sviluppo economico. Sono sempre di più, infatti, i giovani che vogliono accostarsi ai lavori agricoli portando innovazione e qualità. Investire in questo ambito, significa investire sulla tipicità dei prodotti e sulla forte caratterizzazione territoriale dello sviluppo. I numeri di Garanzia giovani sono positivi, con 65.580 giovani presi in carico e 8536 ragazzi che hanno sottoscritto un contratto di lavoro (il 49% di questi a tempo determinato). Sono certo che questi numeri potranno crescere grazie al dinamismo che negli ultimi tempi hanno dimostrato le aziende agricole”.
E intanto si va avanti, tra assunzioni, qualche piccola perplessità, ed il ritorno (forzato magari, ma in ogni caso positivo) ai campi. Rimane da capire quanti di questi “tirocinanti” verranno poi confermati. Quanti trasformati. Quanti reclutati. E quanti invece saranno costretti a virare altrove. Ma questa è l’Italia, baby. E tu non puoi farci nulla.

Policy per la pubblicazione dei commenti

Per pubblicare il commenti bisogna registrarsi al portale. La registrazione può avvenire attraverso i tuoi account social, senza dover quindi inserire ogni volta login e password o attraverso il sistema di commenti Disqus.
Se incontrate problemi nella registrazione scriveteci webmaster@viterbopost.it

Pubblica un commento

Per commentare gli articoli, effettua il login attraverso uno dei tuoi profili social
Portale realizzato da