25012021Headline:

La Regione batte, ma il Comune non risponde

Sulle Rsa la Pisana si addolcisce, da palazzo dei Priori invece emerge solo incertezza

La sede della Regione Lazio

La sede della Regione Lazio

La Regione batte. Il Comune non risponde. È “ace”. La Pisana si aggiudica il set. Ma il match rimane ancora aperto. Ed il pubblico lassù, immobile e disperato, a cercare di capire come finirà mai questa telenovela disarmante.

Rsa, giorno due. In realtà sarebbe il giorno duemila, a vederla bene. Ma si può serenamente affermare che (come poi ribadito su codeste colonne) qualcosa si è mosso. Una sorta di linea è stata tracciata, ecco. Si può perciò annunciare una nuova era e ripartire da zero. “Non una soluzione, sia chiaro – ha ribadito stemperando gli entusiasmi il consigliere Daniele Sabatini – Ma un primo passo”. Una modesta di boccata d’ossigeno, purtroppo immersa in un panorama only-smog.
Per ribadire ancora quanto c’è di nuovo, occorre comunque sottolineare i progressi della Pisana. I fondi messi a disposizione sono passati da 30 a 40 milioni di euro. E vi è stato anche il passaggio da 40 a 50 punti percentuali della quota regionale.
La cricca di Zingaretti pare così intenzionata a tendere la mano. Lo stesso Sabatini però, quota Cuoritaliani, specifica che: “Anche i Comuni ora facciano il loro”. Lasciando intendere che a ciascuno toccherà la sua parte, se si vuole raggiungere qualsivoglia risultato decente.
Bene. Prendiamo un Comune a caso: Viterbo. Come si muoveranno i nostri eroi di palazzo dei Priori? L’ultimo consiglio comunale non è che fornisca risposte positive, in merito. La giunta ha infatti approvato uno stanziamento per le Rsa che si dovrebbe aggirare sugli 800mila euro. Non pochi, certo. Il punto però non verte sul quanto, ma sul come verranno spesi.
Una delle tante manifestazioni di protesta dei parenti dei ricoverati nelle Rsa

Una delle tante manifestazioni di protesta dei parenti dei ricoverati nelle Rsa

La minoranza si è detta pronta a destinare la cifra per gli anni 2015-2016 (in aggiunta a quelli già messi lì), in attesa dell’approvazione del regolamento di erogazione dei fondi (impantanato nei meandri burocratici).

La maggioranza però dal canto suo ha preferito virare sul 2014 (coprendo quel buco). Una decisione forte, che ha lasciato in molti perplessi. Ok infatti che il gruzzoletto era “di quell’anno”, ma così il rischio (se non la certezza) è che si vada a tutelare solo l’ente dei decreti ingiuntivi delle cliniche, lasciando le famiglie all’asciutto (strano).
Inoltre rimangono scoperti 2015 e 2016. Cosa di sicuro poco rassicurante. Come finirà?

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