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Rinnovo dei contratti: oggi protesta a Roma

di Vittorio Ricci">Vittorio Ricci

Vittorio Ricci (Fials Viterbo) spiega le motivazioni della manifestazione

fialsOggi, al grido di “contratto subito”, i dipendenti pubblici tornano in piazza a Roma con una manifestazione nazionale unitaria promossa dalla Fials e dall’Unsa Confsal con il concentramento alle 10 in Piazza Montecitorio. La protesta interesserà diverse professioni, dai dipendenti della sanità organizzati dalla Fials a quelli delle funzioni centrali organizzati dall’Unsa, contro il Governo che ha proposto nella legge di stabilità 2017 risorse economiche inadeguate per i rinnovi dei contratti dei dipendenti pubblici bloccati da oltre sei anni. Non ci sentiamo certo degli irresponsabili in un momento particolare, hanno dichiarato i due segretari generali della Fials, Giuseppe Carbone e dell’Unsa Confsal, Massimo Battaglia, quale quello della devastazione provocata dal sisma e alla situazione di estremo bisogno delle popolazioni del centro Italia nuovamente colpite dal terremoto.

La manifestazione di oggi diviene, anche, un atto di vicinanza e solidarietà per tutte le popolazioni colpite dal terremoto, nella quale diviene prioritario sensibilizzare il governo alla ricostruzione delle zone colpite e al rilancio dell’economia e del lavoro nelle stesse. Un gesto di vicinanza ai tanti nostri iscritti e dirigenti sindacali colpiti dal sisma che esoneriamo dall’essere presenti alla manifestazione nazionale.

La legge di stabilità per il 2017 non ha stanziato risorse sufficienti a dimostrare la reale volontà di avviare la stagione dei rinnovi contrattuali di oltre 3 milioni di dipendenti pubblici. La stessa sentenza della Corte Costituzionale di luglio 2015, che giudicava illegittimo il perdurare del blocco dei contratti da parte del Governo, è stata disattesa. Questo atteggiamento da parte del governo non è più tollerabile. Fials e Unsa Confsal chiedono lo stanziamento di risorse adeguate nella legge di stabilità per un rinnovo “dignitoso” dei contratti pubblici, ben oltre la “mancia” proposta dal governo: nemmeno 20 euro medi lordi mensili dal 2018… Il governo deve trovare le risorse per finanziare un lavoro dignitoso, deve fare la sua parte, altrimenti la mobilitazione si trasformerà in sciopero generale. I dipendenti pubblici rivendicano il diritto al rinnovo del contratto bloccato da sei anni: le risorse ci sono basta mettere mano agli sprechi e si potrà finanziare gli aumenti richiesti. Un blocco contrattuale ritenuto illegittimo dalla Corte Costituzionale ed il premier Renzi, con il tentativo di accaparrarsi un po’ di consenso in vista del voto del 4 dicembre, ha pensato di inserire nella legge si stabilità una cifra volutamente dichiarata in maniera complessiva, già di per sé irrisoria da destinare complessivamente al rinnovo dei contratti pubblici, alle forze armate e alle assunzioni. Si tratta di un trucco ben congegnato per dimostrare e annunciare tanti soldi per i rinnovi contrattuali gettando, invece, solo fumo negli occhi dei dipendenti pubblici. Un gioco vergognoso che non riuscirà a nascondere la realtà di un aumento medio lordo mensile di circa 20 euro dal 2018 per ripagare uno scandaloso blocco dei contratti che dura da oltre 6 anni. Un segnale ben preciso, quello della nuova legge di stabilità che va nella direzione diametralmente opposta alla necessità di investimenti nella Pubblica amministrazione in generale a garanzia dell’erogazione dei servizi pubblici e di un rinnovo dignitoso dei contratti pubblici. Nel merito delle stesse assunzioni annunciate da Renzi non vi è alcuna certezza, infatti non è ancora chiaro se nella sanità si tratta di nuove assunzioni o di stabilizzazioni del personale precario. Per non parlare di tutto il resto della Pubblica amministrazione dove ormai le carenze di organico, imposte dal blocco quasi totale del turn-over, stanno mettendo a serio rischio l’erogazione dei servizi alla cittadinanza. Di questo ha bisogno la Pubblica amministrazione e non di spot elettorali.

Vittorio Ricci

Segretario provinciale Fials

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