01102022Headline:

Sisma, chiusa la casa di Paolo Crepet

Il bilancio degli interventi nella Tuscia di Giuseppe Paduano, comandante dei vigili del fuoco

Giuseppe Paduano, comandante provinciale dei vigili del fuoco

Giuseppe Paduano, comandante provinciale dei vigili del fuoco

Cinquanta verifiche domenica, novanta ieri e altre 130 in lista d’attesa. Sono giorni complicati per i vigili del fuoco della Tuscia alle prese con l’emergenza sisma nella Tuscia. La fortissima scossa delle 7,41 di domenica mattina ha riacutizzato timori e riacceso preoccupazioni che parevano ormai sopite dopo il terremoto del 24 agosto scorso, anche quello fortemente sentito dalla popolazione. Allora, però, a causa dell’orario notturno, molti non ebbero fortunatamente percezione di quanto stava accadendo: 48 ore fa, invece, la ”botta” è stata accusata praticamente da tutti.

”Stiamo monitorando la situazione – spiega il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Giuseppe Paduano – e stiamo lavorando con il massimo impegno per rispondere alle chiamate dei cittadini. Le prime verifiche hanno riguardato le zone maggiormente colpite che si possono identificare con l’area dei Cimini (Caprarola, Carbognano, Vignanello, Vallerano), con Civita Castellana e anche, in parte, con Civita di Bagnoregio. Nelle prossime ore, smaltiremo l’arretrato che è andato accumulandosi, ma si tratta di situazioni che ci vengono segnalate e che da quanto ci viene spiegato nella chiamata, appaiono di entità minore rispetto ad altre. Questa è la ragione per cui vengono rinviate di qualche giorno”.

Il Duomo di Civita Castellana

Il Duomo di Civita Castellana

Vale la pena tracciare una sorta di mappa degli interventi finora effettuati. ”C’era stata qualche preoccupazione per l’ospedale di Civita Castellana – aggiunge l’ingegner Paduano – ma per fortuna i controlli hanno permesso di concludere che non ci sono particolari problemi. Si tratta di una struttura pubblica nella quale, nel corso del tempo, erano stati effettuati dei lavori per ricavare nuovi spazi. In pratica, alcuni tramezzi erano solo poggiati a terra e non ancorati al soffitto. Quindi nulla di particolarmente grave. Inoltre, abbiamo interdetto la parte destra del Duomo, in prossimità dell’organo, e dichiarato inagibile un appartamento. Verifiche sono state eseguite anche in un antico convento dove la situazione è abbastanza sotto controllo: la struttura è agibile, ma sinceramente non so dire se le suore sono state comunque trasferite da un’altra parte”.

“Situazione più seria a Civita di Bagnoregio – continua Paduano – dove la torre campanaria è stata dichiarata pericolante. Ciò ha comportato la dichiarazione di non utilizzazione di due abitazioni e di un ristorante immediatamente adiacenti. Una di quelle due case è di proprietà dello psicologo Paolo Crepet, che di fatto è stato… sfrattato. Ma questa è solo una battuta. La torre non è in condizioni di stabilità e quindi tutto quello che sta lì vicino non è sicuro in caso di nuove scosse”.

Particolari situazioni di disagio non sono state segnalate durante le numerose verifiche effettuate a Vallerano, Carbognano e Vignanello, mentre la situazione si è rivelata abbastanza a Caprarola. ”Qui siamo intervenuti per chiudere un antico palazzo del Cinquecento; chiusa anche una casa famiglia che ospitava sette ragazzi che sono stati trasferiti dal Comune in un altro posto. Capisco le varie esigenze, ma in questi casi bisogna essere molto rigidi: tutto ciò che non è in condizioni di massima sicurezza, va interdetto alla pubblica fruizione”.

La torre campanaria del duomo di San Donato a Civita di Bagnoregio

La torre campanaria del duomo di San Donato a Civita di Bagnoregio

In linea di massima, insomma, nonostante la gravità del terremoto nella Tuscia, a parte qualche caso, la scossa di domenica non ha provocato situazioni di disagio. ”Per fortuna, non ci sono stati feriti, ma solo tanta paura – commenta il comandante Paduano – e anche per quello che riguarda gli edifici pubblici e privati i danni sono stati abbastanza limitati. La situazione è molto più grave nel Reatino dove mi trovo adesso, in quanto guido il Coa (Centro operativo avanzato). Il terremoto di domenica ha distrutto quel poco che era rimasto in piedi ad Amatrice, Accumoli, Pescara del Tronto. Sorvolando quelle zone, il paesaggio è spettrale: soltanto ruderi e macerie”. Poi l’appello finale: ”Comprendo perfettamente lo stato d’animo delle persone. La paura è stata tanta ed è condivisibile che adesso prevalga su tutto, ma invito tutti a valutazioni oggettive e a non lasciarsi condizionare. Non è affatto detto che una fessura sia una crepa irreparabile e che questo comporti automaticamente l’inagibilità. Cerchiamo di rimanere sereni e conservare la calma. I vigili del fuoco viterbesi stanno svolgendo il loro lavoro con il massimo scrupolo e con totale attenzione: siamo sempre stati al fianco dei cittadini e continueremo ad esserlo. Perciò chiedo a tutti di aiutarci, evitando segnalazioni che poi si rivelano infondate”.

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