19112017Headline:

La potenza della rete arma a doppio taglio

Riflessioni e considerazioni di varia umanità sorseggiando il caffè della domenica

trentarighe disegnoOrmai la comunicazione passa quasi esclusivamente dal web. La televisione e soprattutto la carta stampata hanno esaurito da tempo la loro funzione. L’ultima dimostrazione, ammesso che ce ne fosse ancora bisogno, arriva dall’esito del referendum. L’ossessiva presenza di Renzi su tutti gli schermi televisivi non ha portato nulla, anzi forse alla fine si è rivelata addirittura controproducente. Berlusconi costruì vent’anni fa il suo successo sfruttando al meglio le sue reti, ma oggi non è più così: davanti alla tv c’è in generale un pubblico vecchio, che ha già deciso e che difficilmente viene influenzato dalle apparizioni e dagli appelli del leader di turno. Men che meno contano i giornali, la cui crisi di vendite e di appeal è irreversibile ormai da anni. E peraltro sono stati proprio gli editori a cannibalizzare le proprie edizioni cartacee offrendole gratuitamente per diversi anni. Adesso la situazione è cambiata, ma ormai il danno è fatto.

E allora rimane il web: di facile consultazione, alla portata di tutti, senza particolari costi. E’ il mezzo di comunicazione preferito dai giovani, intendendo con questo generico termine non solo i ventenni o giù di lì, ma anche i quarantenni. La sorpresa viene dal fatto che fra persone di un certo livello culturale, internet è al primo posto come mezzo per informarsi anche per cinquantenni e oltre: basta un tablet o semplicemente un cellulare.

E’ un bene? Complicato dare una risposta esauriente: non c’è dubbio che viene rispettato un principio di democrazia diffusa che trova larga rispondenza nelle esigenze attuali. Ma c’è anche un rovescio della medaglia preoccupante: oggi ormai chiunque si sveglia con un pensiero in testa, può postarlo su Facebook guadagnando pure tanti “mi piace”. Pochissimi si preoccupano di verificare se quello che è scritto è vero, se ha solide e verificate basi, se viene rispettato il principio del rispetto degli altri. Basta provare a scrivere una cosa del genere “tutti gli immigrati sono delinquenti” e magari abbinarci un filmato vecchio di anni di un uomo di colore che si ribella all’arresto, per ottenere una valanga di “like” e di condivisioni. La potenza della rete, poi, moltiplica gli accessi e così una vicenda accaduta a Canicattì o a Spilimbergo diventa di stretta attualità anche a Viterbo. E’ evidente che non può funzionare un meccanismo del genere: prima di cliccare, proviamo a interrogarci sempre su quello che appare dinanzi ai nostri occhi con spirito critico, senza lasciarci abbindolare dal titolo o dalla frase ad effetto.

E’ la democrazia, bellezza. Mica vero: la democrazia è la possibilità di esprimersi liberamente, ma non contempla (anzi punisce) l’abuso di sciocchezze e di insulti.

Buona domenica.

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