18012017Headline:

Tuscia, l’economia è ferma al palo

A novembre la richiesta di ore di cassa integrazione è aumentata del 28,6%

Giancarlo Turchetti, segretario generale della Uil di Viterbo

Giancarlo Turchetti, segretario generale della Uil di Viterbo

Quando si parla di economia bisogna sempre tenere d’occhio i dati, dalla loro lettura infatti si possono determinare i valori reali dell’andamento economico e sono l’unica fonte certa per gli analisti. Leggendo questi dati, si scopre che la fine del 2016 non è stato un gran periodo per l’economia italiana segnata da una stagnazione dei prezzi, in pratica l’inflazione non sale, ma anzi diminuisce, questo si traduce con effetti concreti su tutto l’apparato economico, quando i prezzi dei beni scendono, significa che i consumatori non comprano beni a quel prezzo e dunque il valore scende per incontrare la domanda, ma alle spalle questo si traduce in rallentamenti di produzione, in pratica se l’azienda non vende i prodotti non ne produce di nuovi. Questa situazione si sta facendo grave nella Tuscia, infatti gli ultimi dati sull’occupazione preoccupano e non poco la Uil di Viterbo che sostiene: Non cresce l’occupazione nel Lazio. E non cresce soprattutto nelle province di Roma e di Viterbo. Nella Tuscia, a novembre la richiesta di ore di cassa integrazione è aumentata del 28,6% rispetto al mese precedente”. A dichiararlo, sulla base di uno studio dell’Unione Italiana del Lavoro di Roma e del Lazio, è Giancarlo Turchetti, Segretario generale della Uil di Viterbo.

Alberto Civica, segretario generale della Uil di Roma e del Lazio

Alberto Civica, segretario generale della Uil di Roma e del Lazio

È un dato preoccupante – ha detto il Segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Alberto Civica – Il 2016 non si chiude bene, soprattutto se sommiamo questi dati a quelli dei licenziamenti. Speriamo in un 2017 decisamente migliore”. Nello studio condotto, sembra che i settori più colpiti dalla crisi sono l’artigianato, il tecnologico, l’informatico e il commercio, che sono poi gli stessi settori in cui si sono verificati anche i maggiori cali di prezzo sui prodotti finali immessi sul mercato, una situazione che allontana dalla stabilità il nostro Paese. Una situazione allarmante – prosegue Turchetti – che il Sindacato sta denunciando da tempo. Una crisi che va a colpire il tessuto produttivo locale spazzando via anche un’intera economia che ha rappresentato un tratto caratteristico del nostro territorio. Lavoratori licenziati e zone della Tuscia e della città di Viterbo che si impoveriscono. Fondamentale – conclude Giancarlo Turchetti – tornare ad investire mettendo al centro il territorio e la crescita dell’occupazione”. Dunque l’unico modo per uscire dalla crisi che attanaglia i settori produttivi della Tuscia, manco a dirlo sono gli investimenti, solo con una nuova iniezione di denaro finalizzato alla produzione di nuovi beni si può uscire dal tunnel, grazie agli investimenti, infatti la produzione può riprendere garantendo occupazione che si dovrebbe tradurre in una maggiore stabilità da parte delle famiglie che con la stabilità ritrovata dovrebbero riprendere a fare acquisti facendo salire il prezzo dei beni e quindi l’inflazione.

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