24102019Headline:

Vivian Maier, alla scoperta di una fotografa

Fashion mood

vivian maierIl museo di Roma a Trastevere si rende testimone di un evento assolutamente imperdibile e pieno di fascino. Dal 17 marzo al 18 giugno è possibile assistere alla mostra “Vivian Maier. Una fotografa ritrovata”.

Una donna, centinaia di immagini che raccontano storie, vite, mondi. Una donna, mille modi di reinterpretare la fotografia. Una donna, un patrimonio di arte e bellezza.

Le fotografie da lei scattate non furono mai mostrate a nessuno e oggi, a diversi anni dalla sua morte, diventano un’eredità degli anni Cinquanta e Sessanta in cui ritraeva persone e luoghi, cambiamenti sociali e culturali.

Rappresenta una delle prime a celebrare la street photography, la realtà cosi come veniva vista e vissuta. Nessuna macchinazione, nessun trucco ma solo il fascino della quotidianità.

Eppure una personalità cosi introversa e riservata. Vivian Maier era semplicemente una tata, ma con una dote particolare che non le piaceva rivelare al mondo. Il suo era un dono, non un mestiere!

Proprio questo mistero che echeggia intorno alla sua figura rende le sue opere ancora più interessanti e affascinanti. Non aveva bisogno di apparire, lei scattava per se stessa, per il suo mondo, per la sua passione.

Il suo pubblico era lei. Non invitava gli spettatori a guardarla ma si nascondeva dietro ad immagini e autoritratti, dietro a vetrine, pozzanghere, dietro alla sua ombra o al suo cappello, dietro a bambini, donne e anziani.

E cosi le strade di New York e Chicago entrano un po’ anche nel nostro immaginario, ci fanno scoprire luoghi distanti, tempi lontani ma un’immediatezza e bellezza che non conoscono né tempo né luogo.

Immergersi in questa mostra è un po’ come entrare nella vita nascosta e segreta di quell’artista, non conosciuta in vita ma apprezzata e ammirata dopo la sua morte.

Il caso ha voluto che le sue fotografie vivessero una nuova esistenza, perché questo incanto non poteva rimanere celato ai nostri occhi. L’arte della strada non è facile da immortalare, ma lei ha potuto farlo con estrema maestria e modestia.

Catturare con un semplice gesto l’anima delle persone, questo il suo obiettivo, questo il senso delle sue immagini. Una poesia che non ha bisogno di parole ma solo di un gesto, di un clic, per rendere tutto assolutamente immenso.

Non possiamo sapere se lei ci avrebbe invitati ad assistere alla sua mostra, forse si, forse no, forse la sua riservatezza non le avrebbe dato l’audacia di farlo. Ma sappiamo che il suo testamento è li, pronto ad accoglierci e a farci vivere una ”galleria” di emozioni.

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