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Giorgio Massaini e l’amore per i motori

auto da corsa

Auto da corsa

Giorgio Massaini, uno studente di 24 anni,  è nato e vive a Civita Castellana e da sempre coltiva la passione per i motori che lo ha spinto a lanciarsi nel vivo dell’automobilismo, infatti da qualche tempo ha iniziato a fare delle gare automobilistiche in salita. Abbiamo avuto l’occasione di parlare con lui durante un evento automobilistico,tenutosi lo scorso weekend a Civita Castellana, di cui lui è stato uno degli organizzatori. Il giovane è stato molto disponibile e ha lasciato una mini intervista.

Da quanto tempo pratichi questo sport?

Ho iniziato ad avvicinarmi all’automobilismo nel gennaio 2016, quando mio padre mi ha fatto provare per la prima volta un’auto da corsa , la Fiat 500 e in pochi giri è nata la voglia di iniziare a correre. Da quel primo test, ne sono susseguiti altri fino al vero e proprio debutto agonistico nel Campionato italiano Velocità Montagna ad Agosto a Gubbio, dove mi sono classificato ottavo di classe, per poi passare alle gare in pista a Novembre quando ho disputato l’individual races all’autodromo di Magione. Quest’anno disputerò il Trofeo Italiano Velocità Montagna zona nord e qualche gara del Campionato Italiano Velocità Montagna con la X Car Motorsport nella classe Racing Start 1.4 a bordo di una Fiat 500.

Chi ti ha ispirato?

La persona che mi ha ispirato di più è sicuramente mio padre, visto che mi ha fatto nascere la passione per i motori sin da piccolo. Lo scorso anno è tornato a correre dopo ben 25 anni ( negli anni 80 ha fatto alcune gare nei rally) , abbiamo fondato insieme una scuderia , l’Asd X Car Motorsport e l’ho accompagnato in tutte le gare del Campionato italiano Velocità Montagna dello scorso anno, finchè non ho iniziato a correre anche io: il nostro è un rapporto intenso sui campi di gara, lui è la prima persona a cui chiedo consigli, che mi sprona a fare sempre meglio ed è l’ultima persona con cui mi rapporto prima di partire. Mi dà fiducia, mi fa stare tranquillo, anche se sono ben consapevole che ogni volta che parto gli tolgo minimo dieci anni di vita, visto che lui essendo in un’altra categoria che parte dopo di me , mi vede partire e poi rimane con il fiato sospeso fino all’arrivo.

Chi è il tuo idolo?

Il mio idolo è sicuramente Ayrton Senna: ero piccolo quando purtroppo è scomparso ad Imola, ma crescendo ho avuto modo di conoscere la sua carriera e approfondire la sua personalità E’ un pilota per cui nutro una profonda ammirazione per il suo modo di guidare, una guida tremendamente precisa e per le dedizione che sapeva mettere nel correre: non lasciava nulla al caso con precisione in ogni cosa e in questo un po’ mi ci rispecchio. Un altro pilota per cui nutro ammirazione è Simone Faggioli, nove volte campione europeo della Montagna, ogni volta che sale in macchina c’è solo da imparare da lui.Oltre a questi due, c’è un altro pilota a cui sono affezionato: Marco Simoncelli, per me lui era uno della mia età, lo vedevo come l’amico della porta accanto e lo porto sempre con me in macchina.

 Cosa ti ha lasciato e ti sta lasciando questa esperienza?

Questa esperienza mi sta dando veramente tanto: il mondo delle gare in salita è bellissimo, c’è uno spirito sano e una passione che unisce tutti i piloti. Non c’è quella cattiveria agonistica che può esserci in altri sport, che porta a dividerti anche quando non sei in gara, nelle salite quando ti abbassi la visiera del casco siamo tutti avversari, ma una volta finita la gara al parco chiuso si finisce per abbracciarsi tuttie farsi due risate insieme. E’ questo l’aspetto che mi sta lasciando più segni, nascono delle amicizie che poi durano anche al di fuori delle corse, l’essere una grande famiglia è la parte più bella di ogni gara. Un’altra cosa che mi sta lasciando questa esperienza delle gare in salita è la meticolosità con la quale bisogna conoscere i tracciati: è la parte più importante della preparazione alle gare e bisogna dedicarci molto tempo per sapere dove mettere le ruote.

Qual’è l’evento che più ti è rimasto impresso?

La gara a cui sono maggiormente legato è sicuramente la Sarnano- Sassotetto: una gara con un tracciato che mi piace tantissimo, veloce e tecnico allo stesso tempo, con un atmosfera magica data anche dal pubblico numeroso. La prossima settimana torneremo a correrci e avrà un sapore speciale, visto che quella zona è stata toccata duramente dal sisma del Centro Italia. L’altra gara a cui sono legato è senz’altro quella di Gubbio, visto che è stata la mia prima gara in assoluto.

Progetti per il futuro?

Per il futuro mi piacerebbe salire di categoria, magari in Racing Start 1.6 o in gruppo N sempre in salita, ma tutto dipenderà da come andrà questa stagione. Non nego però che mi piacerebbe fare qualche gara in pista, mai dire mai.

 Che cos’è per te questo sport?

Questo sport per me è un modo per dar sfogo ai propri sogni: mi son sempre piaciuti i motori, in tutte le sue forme e questa opportunità mi permette di fare qualcosa che ho sempre sognato e voluto, perché correre ti dà quel senso di libertà che nessun altra cosa ti può dare . Molti dicono che sia pericoloso e indubbiamente lo è, ma come diceva Simoncelli si vive molto di più andando al massimo per 5 minuti, di quanto non faccia certa gente in una vita intera.

Un grande in bocca al lupo a Giorgio per un futuro  pieno di motori.

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