17012020Headline:

Sei corvi maestri di vita

In bocca al coccodrillo

Ogni settimana il coccodrillo è alle prese con i personaggi delle favole per bambini che vengono a fargli visita: ha ospitato eroi illustri, guerriere aliene, oggetti inanimati e chiacchieroni, bambine curiose, mamme Natale. Ogni settimana ha dedicato la rubrica a qualcuno che doveva insegnare ai lettori una morale che superasse il limite fisico delle pagine di un libro e ha scelto un personaggio capace di essere buon maestro per i lettori.

Questa volta l’impresa si è rivelata più ardua e complicata del previsto ed è iniziata quando un corvo nero come la pece ha scelto la finestra del coccodrillo come luogo ideale per fargli visita e scambiare qualche chiacchiera. Il giorno successivo si è aggiunto un altro corvo e la conversazione a tre si è rivelata più piacevole del previsto, ma, quando i corvi appollaiati sul davanzale sono diventati sei, il coccodrillo si è subito reso conto che questi ospiti non erano semplici ospiti, ma personaggi di un libro che meritava di essere letto e divorato fino all’ultima pagina. Restava solo un quesito da sciogliere: a quale libro appartenevano questi corvi neri?

Subito la mente del coccodrillo è corsa ai titoli di romanzi horror. Del resto, il corvo non è forse un uccello di cattivo auspicio? Ma nessun libro dell’orrore conteneva la storia di sei corvi. Non c’era altra soluzione se non scoprire qualcosa di più su questi animali. In effetti nella mitologia greca il corvo gode di una pessima reputazione. Quando Apollo s’innamorò della principessa Coronide, ordinò a un uccello dal piumaggio bianco di far la guardia alla sua amata incinta, mentre il dio si recava a fare un viaggio a Delfi. Coronide non fu fedele e tradì Apollo con Ischys, ma il corvo non riferì l’accaduto al dio del Sole. Quando Apollo ne venne a conoscenza, per punizione, tramutò il colore delle ali del corvo. Per questo ancora oggi i corvi hanno piume nere e scure. Nella mitologia scandinava invece il corvo è l’uccello sacro di Odino: il dio norreno è solito lasciare liberi i suoi corvi, Huginn (pensiero) e Muninn (memoria), ogni mattina per avere informazioni su ciò che accade nel mondo e attende la sera, quando i corvi si posano sulle sue spalle e gli riferiscono ogni cosa. Altri corvi hanno popolato leggende, tradizioni e anche religioni: non dimentichiamoci che Noè sceglie proprio un corvo come uccello adatto alla ricerca della terraferma.

Nella cultura e tradizione delle popolazioni dei territori subartici il corvo rappresenta la magia e la metamorfosi perché condivide diversi segreti con il Grande Spirito. Il corvo insegna all’uomo a vivere in modo umile, consapevole e moderato.

Ma la domanda del coccodrillo continua a restare senza risposta: chi sono questi i corvi? Forse devono insegnarci a condurre l’esistenza con la giusta moderazione? Finalmente il coccodrillo è sulla buona strada e trova il libro, così diverso rispetto a quanto si aspettava dopo così tante ore di ricerca, eppure così vicino all’insegnamento che i sei corvi desiderano trasmettervi. “Sei corvi” di Leo Lionni è un libro che spiega come spesso noi uomini ci lasciamo coinvolgere nelle battaglie al punto tale da dimenticare il vero motivo per cui siamo entrati in guerra: come il contadino protagonista della storia, desideriamo con tutto il cuore difendere il nostro campo di grano e lo proteggiamo dai nemici esterni, da quei sei corvi che spesso vengono a beccare i nostri semi, ci rubano energia, ci sottraggono tempo, si nutrono dei frutti delle nostre fatiche. Passiamo il tempo, proprio come il contadino, a focalizzare le nostre forze più profonde contro questi sei corvi: sono nemici, ci vogliono male, sono ingannatori fraudolenti, sono malvagi consiglieri, sono malfidati opportunisti. Ed ecco allora serpeggiare anche in noi la stessa cattiveria, subdola e infame, di cui accusiamo i nostri nemici. Finiamo per essere come loro, per combattere ad armi pari perché ci siamo abbassati al loro stesso livello. Vogliamo vincere, dimostrare che noi, come il contadino, siamo i buoni della storia, e che i corvi, con le loro malelingue, ci stanno rovinando. E ci dimentichiamo del nostro campo di grano. Che fine ha fatto? A furia di pensare solo all’ingiustizia subita e al torto ricevuto, abbiamo tralasciato di curare il nostro campo, di mantenerlo in ordine, pulito e fertile. Non abbiamo ringraziato lo spaventapasseri che ha fatto da guardiano in nostra assenza, non abbiamo notato i germogli che pian piano sono cresciuti nonostante la nostra incuria, non siamo stati grati per quanto abbiamo ricevuto. E allora e solo allora, come il contadino, ci rivolgiamo a una saggia civetta che ci aiuta a far pace con i sei corvi. Questi ultimi non sono venuti a banchettare nel nostro campo di grano per insegnarci la violenza, la guerra, il tradimento. Queste cose sono solo strumenti. I sei corvi sono entrati nella nostra vita per insegnarci a essere forti, a fronteggiare i nemici, a onorare l’avversario solo quando lo merita, a non farci coinvolgere in battaglie che non ci riguardano. Ma soprattutto ci hanno insegnato a dar valore al nostro campo di grano e a non distogliere la nostra attenzione dalle cose veramente importanti della vita.

Sei corvi
Leo Lionni
Babalibri

Per tutti i contadini del mondo.

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