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L’arte della danza classica

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Giorgia Giorgi

Giorgia Giorgi

Giorgia Giorgi è una ragazza di sedici anni che fin da bambina ha un’unica passione: la danza. Infatti la sua carriera da ballerina è iniziata molto presto e le ha portato già tanta gioia e soddisfazione. Da poco la giovane ha partecipato alle Nazionali francesi di danza vincendo il premio d’argento. Abbiamo avuto la possibilità di intervistarla grazie alla sua disponibilità e gentilezza.

Da quanto tempo fai danza?

Intorno ai 3 anni ho cominciato ad affacciarmi nel mondo della danza, sono ormai 13 anni che sto proseguendo questo magnifico percorso, sicuramente con soddisfazioni ma anche molte delusioni.

Quando hai compreso che la tua vena artistica sarebbe stata la danza? 

è difficile da dire, io penso che la danza è una passione, un’arte, che se non ami non la puoi praticare. Sin da piccola ho provato molte altre attività come il nuoto, l’equitazione, e la canoa, erano ottimi passatempi ma a fine allenamento non provavo quella soddisfazione che provavo quando uscivo da una sala di danza. Per un periodo volevo mollare tutto perche crescendo mi accorgevo sempre di più che i sacrifici erano molti, mi ripetevo spesso che non avevo una vita come un comune adolescente. Passavo 6 giorni su 7 dentro una sala. Posso dire quindi che per un periodo ho quasi odiato la danza. Mi resi conto poi che senza di lei ero persa, mi ritrovavo nel mio salone a ballare e a saltare per tutta casa, cosa che succede tutt’oggi nei periodi di riposo. La danza è uno stile di vita. O nasci con questa passione o non l’amerai mai per tutte le sofferenze che ti procura.

Quando è iniziata la tua carriera in Francia? 

Sono ormai 3 anni che vivo e proseguo gli studi in francia. Tutto è cominciato dalla scuola Il Balletto di Roma dove ho fatto una prima audizione  per entrare a l’Ecole Nationale Supérieure de Danse de Marseille. Quel giorno mi ha cambiata letteralmente. La direttrice mi ha vista, ha trovato un gran potenziale in me, ma non era abbastanza soddisfatta, mi ha voluta mettere alla prova. Mi rimandò a casa senza una vera risposta, dicendomi solo che avrebbe voluto rivedermi il mese successivo alle audizione di Marsiglia. Quindi dopo un duro lavoro sono ritornata e mi ha convocata per parlarmi, finalmente ebbi una risposta. ‘Farai parte della nostra scuola’. Sono rimasta 2 anni a Marsiglia ma poi per vari motivi quest’anno mi sono trasferita a Lione dove ho ottenuto medaglie e la soddisfazione di partecipare alle nazionali ed essere premiata.

Un episodio che ti è rimasto impresso? 

Non ho un episodio in particolare che mi è rimasto impresso. In questo percorso sono successe molte cose e sinceramente le rifarei tutte sia quelle brutte che quelle belle. Tutto questo mi ha insegnato a vivere, prendermi cura di me stessa e prendere delle decisioni autonomamente.

Progetti per il futuro?

Ho qualche progetto in mente per il futuro, In questo momento sto aspettando ancora delle risposte, quindi non posso dirne di più a riguardo. Purtroppo nel mondo della danza sono tutte incertezze. È difficile mettersi un obbiettivo in testa perché dipende tutto dal fisico, dalle nostre capacità, dalla nostra forza psicologica ma anche un sostegno morale ed economico dei nostri genitori ed è per questo che non finirò mai di ringraziarli.

Che cosa consiglieresti ai genitori che hanno figli aspiranti ballerini?

I genitori sono un fattore molto importante per iniziare e poter proseguire questa avventura. La danza si comincia da piccoli, anzi da molto piccoli se vuoi farne la tua professione, perciò da lì sono i genitori che devono capirti e starti dietro. Conosco molti genitori che ”forzano” i propri figli a ballare perche nel loro passato avrebbero voluto intraprendere questa carriera ma alla fine non ci sono riusciti perciò cercano di rivedersi nei propri figli. Ce ne sono altri invece che vedono la danza come un hobby e sperano soprattutto che i propri figli intraprendano la strada degli studi. Poi ci sono i genitori, come i miei, con una mente aperta a tutto, che vogliono solo il bene dei propri figli e capiscono che questa è la nostra vita e che se a 13 anni siamo già pronti a lasciare tutto e partire con le idee chiare in testa, si mettono da parte e pensano che se questa cosa ci rende felici è meglio lasciarci allontanare con un gran dolore, ma non ce lo dimostreranno mai perché l’ultima cosa che vogliono è la nostra infelicità. Vogliono il meglio per noi, permettendoci di costruire il nostro futuro da soli e soprattutto costruire e proseguire in qualcosa di cui siamo appassionati, ciò significa svegliarsi tutti i giorni con una voglia tremenda di affrontare una nuova giornata e dare sempre il meglio. Perciò ho solo una cosa da dire ai genitori di aspiranti ballerini: chiedetevi cosa è meglio per i vostri figli, parlate con loro, è molto importante, mia mamma lo dice sempre a me che anche se sono una persona molto chiusa la lontananza mi ha aiutata ad aprirmi e ad affrontare i problemi diversamente. Mettetevi da parte e abbiate fiducia i loro.

(Fotografie di Massimiliano Fusco)

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