21082017Headline:

Le potenzialità di mercato dell’olio

Se ne è discusso in Camera di commercio con l'Ufficio Dogane di Civitavecchia

La sede della Camera di commercio di Viterbo

La sede della Camera di commercio di Viterbo

La prestigiosa sede della Camera di commercio di Viterbo ha ospitato, nella giornata del 27 giugno, un workshop sulle potenzialità dell’olio di oliva italiano e locale. L’incontro è stato organizzato in collaborazione con l’ufficio delle Dogane di Civitavecchia – Sot di Viterbo, l’Arsial e l’ordine dei dottori agronomi e forestali della provincia di Viterbo è stato condotto dalla dottoressa Ghitarrari, vice segretario generale della Camera di commercio.

Il dottor Stefano Vaccari, capo dipartimento dell’ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ha illustrato le attività poste in essere dal ministero per tutelare il Made in Italy a livello internazionale illustrando un esempio di etichettatura che ricorda, fraudolentemente secondo le nostre leggi, un prodotto italiano.

Valerio Storri, spedizioniere, ha illustrato l’importante ruolo svolto dalla categoria nel sistema delle esportazioni per l’olio di oliva. Il dottor Luca Turchi, direttore dell’ufficio delle Dogane di Civitavecchia, ha illustrato, alla luce delle recenti modifiche normative, l’attività doganale nel settore agroalimentare specificando l’importanza dello sportello unico doganale e dei controlli e del fascicolo elettronico.

Interessante e particolare è stato l’intervento delle dottoresse Ferro e Fraddanno del laboratorio chimico di Roma che, oltre ad illustrare le attività condotte sul settore specifico dal laboratorio, hanno stimolato il numeroso pubblico con una “prova” di due differenti oli. Donato Ferrucci, dell’ordine degli agronomi e forestali, ha invece illustrato i principi della legislazione alimentare. Ha chiuso gli interventi Giovanni Pica dell’Arsial che, attraverso una serie di grafiche, ha rappresentato l’importanza dell’olivicoltura nel Lazio e ha descritto gli specifici aspetti sull’etichettatura. Al termine del convegno molti operatori, provenienti dalla Tuscia e dalla Sabina, hanno effettuato numerose domande ai relatori, dimostrando un vivo interesse sulle possibilità di esportazione del prodotto oleario.

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