24082019Headline:

Una cosa difficile

In bocca al coccodrillo

 

Se il divorare i libri non è affatto un lavoro semplice, il digerirli può essere ancor più difficoltoso. A volte agli umani capita di non riuscire a digerire una cena e sentire il proprio stomaco farsi pesante come un macigno. Bè, con certi libri accade più o meno lo stesso. Immaginatevi al ristorante mentre scorrete con lo sguardo i piatti proposti nel menu: i vostri occhi scendono sempre più in basso fino a trovare nella lista la pietanza che da un po’ di tempo a questa parte vorreste mangiare. Il solo guardare le lettere stampate vi fa venire l’acquolina in bocca e non vedete l’ora di assaporare ogni singolo boccone e di godere di quell’inebriante profumo che già la carta vi fa riaffiorare alla mente. Finalmente il cameriere vi porta il vostro ordine e voi mangiate con gusto, anzi, divorate letteralmente il piatto e vi lasciate trasportare in un’avventura che ha il sapore perfetto per voi e solo per voi. Ma, quando arriva il momento di digerire tale voluttà, allora il vostro stomaco si ribella e non si esime da alcune rimostranze. L’ultimo libro gustato dal coccodrillo è proprio questo. Meraviglioso e superbo, immacolato come la neve e candido come l’azzurro, l’albo che abbiamo scelto per voi questa settimana si intitola “Una cosa difficile”.

Scritto da Silvia Vecchini e illustrato da Sualzo, il libro di cui stiamo per parlarvi merita di essere vissuto: è una vera e propria esperienza, formativa per i più piccoli e fondamentale per i grandi. Non abbiamo a che fare con un libro fatto di parole, ma con un silent book, quindi sarete voi, scorrendo le pagine e osservando le immagini, a interpretare la storia che si sviluppa a partire da una ruota che rotola giù dal pendio di una montagna. Il suo percorso si arresta quando la ruota passa nelle mani di un bambino che la osserva e poi guarda verso l’alto. Noi stessi ci rendiamo conto che questo oggetto deve essere di qualcuno che al momento si trova in cima alla montagna. Inizia allora la scalata del nostro protagonista: non si perde d’animo e affronta con coraggio le intemperie che lo separano dalla vetta, la nudità della roccia che gli scalfisce le mani, la paura di aver perso per sempre qualcuno a cui ha sottratto un oggetto di valore. Ecco la scala metaforica, la cosa difficile, il passo complicato che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo affrontato. Ci siamo sentiti sprovvisti dell’equipaggiamento necessario, abbiamo sentito l’orgoglio come unico compagno di viaggio e alla fine abbiamo trovato il coraggio per arrivare alla cima, guardare negli occhi il nostro amico ferito, restituirgli la ruota che gli avevamo ingiustamente sottratto e chiedergli scusa. Anche nel libro l’unica parola presente è proprio questa: scusa. Una sola parola che vale davvero la fatica della scalata. Un’unica possibilità di redenzione dopo aver superato il periglioso percorso del pentimento che ci ha fatto dubitare, vergognare, sentire la nostra meschinità.

“Una cosa difficile” ci insegna quanto sia complesso anche per chi sbaglia digerire il proprio errore, una volta che è stato commesso e si è goduto del misfatto. Ci ricorda che una sola parola di scuse vale un’amicizia e che la ruota, una volta aggiustata, può tornare a girare come prima. Ecco allora i due protagonisti scendere dal pendio insieme, felici e spensierati. L’amicizia, le relazioni, i rapporti sono ragnatele di fili colorati, che vengono tessuti ogni secondo, a volte rinforzati e altre volte spezzati per dare vita a nuove trame, a nuovi percorsi e a nuovi inizi.
E, come suggerisce la quarta di copertina del libro, “c’è una cosa da grandi che a volte i grandi non ti sanno insegnare: chiedere perdono a un amico quando hai sbagliato”.

Una cosa difficile
Silvia Vecchini – Sualzo
Bao Editore

Consigliato ai bambini dai 3 ai 6 anni e agli adulti che stanno scalando la vetta più difficile.

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