23022019Headline:

Danni inondazione 2012, ancora niente fondi dalla Regione

Il sindaco di Orte, Angelo Giuliani, scrive al governatore Zingaretti

Preg.mo Presidente Zingaretti,

Nei trenta giorni successivi al 23-9-2014, data di scadenza delle domande di ammissione, il Comune avrebbe dovuto inviare gli elenchi approvati al soggetto attuatore.

Probabilmente l’elevato numero delle richieste di contributi, le integrazioni di documentazione, l’avvicendamento dei componenti della commissione, un ricorso giurisdizionale proposto, hanno fatto si che il termine indicato nel decreto si rivelasse del tutto incongruo.

Comunque sia, predisposti ed approvati gli elenchi dei soggetti ammessi al contributo con delibera n. 55 del 5 aprile 2017, il Comune di Orte, in data 18-4-2017, provvedeva alla relativa trasmissione alla Provincia di Viterbo, soggetto attuatore, per l’autorizzazione del finanziamento e la contestuale assegnazione delle somme nei limiti di disponibilità.

Avendo il Comune di Orte trasmesso gli elenchi degli ammessi oltre il termine previsto nel decreto, la Provincia di Viterbo riteneva opportuno formulare un quesito alla Regione Lazio circa la tempestività della presentazione degli elenchi stessi, per procedere al relativo finanziamento.

Ad oggi il Comune non ha avuto più notizie, anche la richiesta di informazioni a firma dello scrivente inviata in data 10-7-2017 è rimasta senza alcun esito, salvo indiscrezioni ufficiose secondo le quali la situazione sarebbe complicata, tanto da indurre alcuni consiglieri regionali del territorio a proporre iniziative di natura legislativa atte a superare questa criticità.

Nell’intento di tutelare i miei concittadini danneggiati dall’alluvione mi permetto di esprimere le seguenti considerazioni:

il punto 1 delle Procedure per la concessione ed erogazione delle risorse ai Comuni recita ”Entro trenta giorni alla scadenza del termine per la presentazione delle domande per la richiesta del contributo, i Comuni predispongono ed approvano gli elenchi dei soggetti ammessi a contributo, con l’indicazione delle priorità definite ai sensi dell’art. 10 e li trasmettono con atto di approvazione di Giunta Municipale al Soggetto Attuatore”. E’ evidente che il redattore del decreto ha inteso indicare con la locuzione ”Entro trenta giorni” un termine semplicemente ordinatorio e ciò per due ragioni evidenti:

– quando nel decreto ha inteso indicare un termine perentorio, in particolare al punto 2 della ”Presentazione delle domande per beni mobili ed immobili” ha formalmente statuito la perentorietà del termine di scadenza utilizzando la locuzione ”entro e non oltre” sessanta giorni decorrenti dalla pubblicazione sul Burl del presente decreto.

– Un termine procedimentale, come in questo caso, non ha natura perentoria. Una recentissima decisione del Consiglio di Stato ha avuto occasione di ribadire che ”Un termine procedimentale non ha carattere perentorio (tale cioè, da determinare la consumazione del potere di provvedere in capo all’Amministrazione in caso di suo superamento), se non in presenza di una sua puntuale ed espressa previsione normativa ovvero di una evidente manifesta ed univoca ratio legis in tal senso” Cons. Stato Sez. IV, 6-6-2017, n. 2718.

Il Decreto del Presidente della Regione Lazio 23-7-2014, n. T00235, non contiene, come detto, una specifica disposizione che commini ai Comuni la perdita della possibilità di azione o la specifica sanzione costituita dalla decadenza, anzi la sua ratio legis è quella appunto di favorire quanto più possibile l’indennizzo ai privati vittime dell’alluvione, che verrebbe al contrario compromesso con una diversa interpretazione.

Del resto l’impossibilità di una definizione nei termini della graduatoria degli aventi diritto da parte del Comune di Orte, probabilmente anche per ragioni indipendenti dalla sua volontà, non può ricadere sui cittadini danneggiati, i quali non hanno avuto alcun tipo di responsabilità sulla maturazione del ritardo.

Oltre a queste considerazioni, il motivo principale, per cui La invito ad autorizzare il Comune di Orte a procedere alla liquidazione degli indennizzi è di giustizia sostanziale. Non consenta alla burocrazia di prevalere sulla buona amministrazione, pensi piuttosto ai miei concittadini che hanno subito danni anche notevoli, rifletta su tutti coloro che fanno affidamento sui fondi per ristrutturare le abitazioni danneggiate o meglio per rilanciare le proprie attività commerciali ed artigianali in un momento cosi difficile.

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