21082017Headline:

Quando l’amore vince sulla politica

Una famiglia potrà trasformare la propria casa in struttura per disabili

Palazzo dei Priori, sede del Comune di Viterbo

Palazzo dei Priori, sede del Comune di Viterbo

L’ultimo consiglio comunale da arena politica per mezz’ora si è convertita in luogo in cui a governare sono state emozioni e sensibilità.

Una trentina di minuti per approvare un progetto di forte valenza sociale. Sì unanime alla proposta che consentirà alla famiglia Di Biagio di poter trasformare la propria casa in un centro per ospitare giovani con gravi disabilità.

Approvazione che è stata accolta con un applauso e con grande commozione da Franca Di Biagio e dai genitori dell’associazione Campo delle Rose presenti in aula.

Il progetto riguarda ”un edificio rurale molto grande, molto bello in località Martana, vicino al lago di Bolsena, situato in alto su una collina. – spiega la signora Di Biagio – Noi vogliamo utilizzare questo pezzo di casa nostra per poter accogliere quei ragazzi con problemi di autismo, ritardo mentale e doppia diagnosi che a causa della loro gravità non hanno adeguato sostegno sul territorio”.

”Io sono la madre di Andrea, un ragazzo che per trovare una risposta ai suoi problemi è dovuto andare nella struttura dei Padri Passionisti ad Arezzo. Viene tenuto molto bene ma è anche stato strappato, oramai da 7 anni, da casa sua. E nella stessa situazione si trovano anche altre 20 famiglie. La nostra speranza è che, pur non potendoli curare come vorremmo mediante la medicina e la terapia perché la scienza ancora non ci offre tali possibilità, almeno vengano loro garantiti interventi educativi, inclusione sociale ed inserimento in situazione di lavoro protetto e al massimo della qualità”.

”Con questi intenti – racconta – ci siamo imbarcati in questa piccola crociata. L’approvazione del progetto da parte del Consiglio per noi era un passaggio importante. Ora aspettiamo il riconoscimento come struttura sanitaria come quella gestita dai Padri Passionisti di Arezzo perché i ragazzi che vengono affidati sono tutti in situazione di grande gravità. Speriamo che il Signore ci aiuti a fare bene”.

E a proposito dei contatti con il Comune dichiara: ”E’ stato molto bello andare a parlare di questa nostra proposta in terza commissione perché ho avuto il sostegno di tutti. Per me è stato commovente anche in Consiglio, nessuno si è opposto. E’ stata una dimostrazione che anche le persone che hanno una vita normale riescono a capire le nostre difficoltà ed i nostri intenti”.

Franca Di Biagio torna poi sul progetto e nella sua voce si percepiscono determinazione e passione.

”L’edificio è vicino al lago e noi speriamo, a differenza della struttura di Arezzo, di avere più spazi liberi per i nostri ragazzi. Vogliamo realizzare intorno al nostro centro, che sarà gestito dai Padri Passionisti, una realtà di agricoltura sociale dove poterli far lavorare altrimenti c’è il rischio che i disabili gravi a 40 anni svolgano ancora attività da bimbi piccoli e perché pensiamo che il lavoro anche in situazione protetta sia l’unica vera possibilità di integrazione”.

Inizialmente, appena terminati i lavori sulla prima parte della struttura, saranno accolti 20 ragazzi. ”Abbiamo poi un piccolo nucleo dove ospitare i primi sei giovani che rientreranno da Arezzo così vengono riavvicinati al territorio e, soprattutto, alle famiglie. Poi strada facendo, se riusciamo a reperire altre risorse, ne potremo accogliere 40”.

Le risorse, nota dolente. ”Incontriamo qualche difficoltà a proseguire i lavori perché sino ad oggi non abbiamo avuto l’aiuto di nessuno, quello che siamo riusciti a fare è stato tutto a titolo personale”.

”Momentaneamente la Regione ci avrebbe detto di no. Però – conclude – c’è in cantiere la legge sul ‘Dopo di noi’ che attendiamo con ansia nella speranza che anche da lì possa venire un piccolo aiuto”.

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