24092022Headline:

Stanotte è la notte dei ricercatori

All'Unitus l'importante evento che coinvolge oltre 300 città europee

 

università rettoratoVolge al termine il Festival della Scienza, che dal 24 settembre al 1 ottobre, ha portato l’Università della Tuscia al di fuori dei suoi confini tradizionali e animato la città di Viterbo trasformandola in un vero e proprio laboratorio della scienza. L’evento culmina stasera con la Notte dei Ricercatori, la più importante manifestazione di comunicazione scientifica che coinvolge oltre 300 città europee. Giunta alla dodicesima edizione, la manifestazione promossa dalla Commissione europea ha l’obiettivo di avvicinare i cittadini alla ricerca in maniera informale, rendendoli partecipi attraverso eventi dimostrativi, laboratori, workshop e visite guidate.

E anche all’Unitus, per una notte, la scienza e la ricerca usciranno dai grandi laboratori per incontrare il grande pubblico.

Molteplici le iniziative previste in compagnia dei ricercatori e delle ricercatrici dell’Università della Tuscia, con l’obiettivo di avvicinare i cittadini di tutte le età e di evidenziare l’importanza e l’impat­to positivo della ricerca nella vita quotidiana e per far conoscere le ricerche, i luoghi, i volti e l’organizzazione dell’Università della Tuscia.

Un’opportunità per creare un legame tra scienza e società, discutendo di temi cruciali della ricerca scientifica. Un’occasione, inoltre, per comprendere da vicino questo affascinante lavoro con cui è possibile cambiare concretamente le nostre vite e la società, scoprendo segreti e potenzialità di tante discipline.

Sarà possibile dialogare direttamente con chi fa ricerca nell’Università per fare domande e ascoltare storie di ricerca e di ricercatori. Si inizierà alle 18 nella sala Regia di Palazzo dei Priori, per proseguire con un tour guidato del complesso di Santa Maria in Gradi e delle collezioni del sistema museale di ateneo. Alle 20 ci sarà un aperitivo scientifico in compagnia dei ricercatori presso il rettorato di Santa Maria in Gradi.

I prossimi appuntamenti del Festival della scienza:

Il 29 settembre alle 10 all’auditorium dell’Università della Tuscia Mauro Mandrioli parlerà di “Genomi umani in evoluzione: il dna per capire origine, migrazioni e futuro della nostra specie”. Il sequenziamento completo del genoma umano ha rappresentato una svolta epocale in genetica, non solo per l’apporto di conoscenza che ha comportato, ma anche per le conseguenze che ha avuto in termini di innovazioni tecnologiche. Se per decenni l’uomo ha influenzato la propria evoluzione agendo sulla propria nicchia ecologica, oggi può essere un attore diretto della propria evoluzione. Ne parlerà Mauro Mandrioli, professore di Genetica presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e autore di più di cento articoli su riviste internazionali e libri. 

Il 30 settembre alle 10 nell’aula magna “Gian Tommaso Scarascia Mugnozza”, Complesso Santa Maria in Gradi, si terrà l’incontro “Il patrimonio idrotermale di Viterbo: dal passato al futuro”. Le acque termali di Viterbo fin dall’antichità hanno rappresentato un’importante risorsa naturale, che aggiunge valore al patrimonio ambientale, naturalistico e storico della Tuscia. Ne discuteranno Rosanna Bellotti, della Direzione Regionale Attività Produttive della Regione Lazio; Luciano Osbat, già professore di Storia moderna e di Archivistica Generale nell’Univer­sità degli Studi della Tuscia; Giuseppe Pagano, Direttore delle Minie­re del Bullicame e del Bagnaccio e Vincenzo Piscopo, professore di Geologia applicata dell’Università degli Studi della Tuscia. A seguire, alle 12, visita guidata delle sorgenti Bullicame, Piscine Carletti e Zitelle

Alle 18, presso la Sala Regia del Palazzo dei Priori, Nicola Vittorio parlerà di “Cosmologia di precisione: il satellite Planck”. Il satellite Planck è stato inviato nello spazio nel Maggio del 2009 dalla base di lancio di Kourou, situata in America del Sud, vicino all’Equatore. Il lanciatore era un Ariane 5, l’ultimo modello dei lancia­tori gestiti dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dall’ente spaziale francese (Cnes). Questo satellite aveva a bordo due strumenti: uno a guida italiana (Lfi) e uno a guida francese (Hfi). L’analisi dei dati del satellite Planck si concluderà quest’anno, con la pubblicazione dei risultati definitivi della missione. A guidarci dentro il satellite Planck e svelarci i suoi segreti è Nicola Vittorio, professore di astronomia e astrofisica presso l’Università di Roma Tor Vergata, studioso di cosmologia teorica sulla fisica della formazione delle galassie e sulle osservazioni della radiazione cosmica di fondo e promotore e coordinatore del Piano Lauree Scientifiche, il progetto del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca che ha l’obiettivo di diffondere la cultura scientifica.

Oggi e il primo ottobre alle 15.30 ci saranno inoltre visite guidate all’orto botanico “Angelo Rambelli” dell’Università della Tuscia.

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