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Riflettori accesi sulle Saline di Tarquinia

Passeggiata nel Borgo: è il nome dell'evento di domenica 22 organizzato da Alessio Gambetti

Le Saline di Tarquinia

Le Saline di Tarquinia

Passeggiata nel Borgo: è questo il nome dell’evento organizzato ed ideato dall’attivista Alessio Gambetti, che si terrà domenica 22 ottobre alle Saline di Tarquinia; si tratta di una passeggiata guidata alla scoperta delle bellezze del borgo e dei problemi che lo stanno affliggendo, tra cenni storici, racconti di anni di battaglie ed ospiti che offriranno testimonianze di vita vissuta nel luogo.

L’evento nasce con lo scopo di sensibilizzare i cittadini circa i problemi del borgo delle Saline, portandoli alla scoperta di un luogo particolarissimo e ricco di storia che potrebbe davvero essere un polo attrattivo di elevato spicco per la cittadina: sebbene se ne riscontrino tracce già in epoca etrusca e romana, é nel 1802 che iniziano i lavori per la realizzazione delle nuove saline, ed il piccolo borgo nasce verso la fine del secolo allo scopo di ospitare gli stabilimenti per la produzione e lo stoccaggio del sale ed offrire ospitalità agli addetti.

Un luogo dove ancora si respira un’aria magica, dal ’97 sottoposto al vincolo del Mibac, ma purtroppo lasciato ad un destino triste ed indegno: la struttura dello stabilimento del sale sta collassando e rischia di crollare portandosi dietro decenni di storia e di “archeologia industriale tutelata”, il tetto dell’ecoalbergo è parzialmente franato, la bilancia è inagibile e pericolosa e tutti gli edifici, in generale, si stanno logorando sotto il peso degli agenti atmosferici e del tempo che passa.

In questo scenario di degrado ed abbandono é d’obbligo sottolineare il ruolo catastrofico che ha avuto il Comune di Tarquinia in quanto soggetto pubblico che ha “gestito” il maxi-finanziamento della Comunità Europea, concesso allo scopo di ridare lustro al piccolo gioiello ottocentesco: non si è trattato certo di spicci, ma di oltre 1.165.668,00 euro per la realizzazione dell’ecoalbergo, 722.000 euro per la foresteria ed 829.977,36 euro per il centro visite… un mucchio di soldi che, ad oggi, sono serviti esclusivamente a predisporre sontuosi nidi per piccioni e tortore.

Sebbene il Borgo sia oggi nelle mani del Demanio, coinvolgere l’Amministrazione tarquiniese appare comunque inevitabile, sia in quanto i residenti pagano le imposte al Comune, compresa quella sull’igiene ambientale, sia per l’importanza potenziale del sito per l’attrattività turistica del litorale.

Per questo è bene ricordare che, nel periodo immediatamente a ridosso delle elezioni, l’allora candidato sindaco Pietro Mencarini dichiarava di aver già avuto contatti con il Demanio, il quale era interessato a cedere nuovamente la proprietà delle strutture al Comune di Tarquinia; il borgo sarebbe stato al centro di un progetto che lo avrebbe trasformato in un “luogo di attrazione polifunzionale” che avrebbe coinvolto Università, Associazioni ed investitori privati, questi ultimi dichiaratisi già molto interessati.
Si sarebbe creato un osservatorio marino integrato del Tirreno Settentrionale, un polo museale che avrebbe valorizzato il percorso dell’estrazione del sale e l’archeologia industriale, uno stabilimento per cure estetiche e di benessere basato sull’utilizzo di vasche e fanghi, sarebbero stati ampliati i percorsi e gli itinerari naturalistici, sarebbe stata rafforzata la partnership con l’Università della Tuscia a beneficio delle attività di pesca.
A che punto siano oggi le trattative del Sindaco con il Demanio non è cosa nota, ma la speranza é che tali promesse elettorali si realizzino presto, donando al luogo il lustro che merita.

Domenica 22 si parlerà di questo e di molto altro, godendo al contempo delle bellezze di un borgo che, sebbene abbandonato, continua comunque ad affascinare.

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