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Il vescovo Lino inaugura la mostra alla chiesa di Canino

Molti i dipinti di grande valore che verranno esposti e visibili ai fedeli

Social marriage Lino FumagalliIl 25 novembre il Vesvovo S.E. Mons. Lino Fumagalli inaugurerà la mostra che è stata allestita nella Chiesa Collegiata dei Santi Giovanni e Andrea Apostoli.

In occasione dei lavori di consolidamento statico della Chiesa si è posto il problema di rimuovere temporaneamente dalla loro sede tutti gli arredi e gli apparati decorativi.

La Chiesa progettata nel 1783 da Giuseppe Camporese accademico di San Luca conserva dipinti di artisti anch’essi membri dell’Accademia Nazionale di San Luca, testimonianza dell’alto livello raggiunto in ambito culturale a Canino tra XVIII e XIX sec., anche per la presenza di Luciano Bonaparte.

Oltre alle tre pale d’altare di Domenico Corvi, Tommaso Conca, Marcello Leopardi commissionate appositamente per l’edificio, la quadreria contiene opere donate dalla famiglia Bonaparte come le tavole di Mariotto Albertinelli e di Domenico Alfani e la tela del Jean-Baptiste  Wicar o provenienti da altre chiese caninesi per motivi di conservazione come le cinquecentesche tavole di Monaldo Trofi.

Invece di imballare e spostare i dipinti in luogo protetto, si è pensato di mantenerli all’interno dell’aula isolando una navata laterale non oggetto di interventi, permettendo da una parte di salvaguardare le stesse condizioni ambientali nelle quali sono normalmente conservati e dall’altra di poterli osservare in modo particolarmente ravvicinato.

Secondo la regola classica l’opera pittorica è concepita per essere guardata da un “ragionevole“ punto di distanza al fine di apprezzare compiutamente la bellezza e l’armonia della composizione; ma nel quadro si nascondono dettagli che arrivano a scompaginare il dispositivo della rappresentazione. Queste parti del quadro sono percepite soltanto se si guarda da vicino ed è così che molti capolavori, ripetutamente visti, si scoprono come visti per la prima volta e consentono di riconsiderare la “lettura” dell’opera.

Il percorso di visita della mostra permette anche, attraverso due finestre ricavate nella parete temporanea in legno posta in fondo alla navata, di monitorare l’avanzamento dei lavori all’interno della Chiesa, curati dall’ing. Giuseppe Gasperini e dall’arch. Isabella Mariotti.

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