16122017Headline:

Vigili, il regolamento non può attendere

Ciambella: ''Hanno ragione i sindacati a proclamare lo stato di agitazione''

Luisa Ciambella, vice sindaco e assessore al bilancio

Luisa Ciambella, vice sindaco e assessore al bilancio

Una questione di gradi tiene in scacco il nuovo regolamento della polizia locale. L’approvazione da parte del consiglio comunale, che sarebbe dovuta arrivare lo scorso febbraio, continua a infrangersi sul caso di quattro vigili insigniti, circa due anni fa, di gradi e stellette a titolo onorifico per essersi distinti in servizio. Il ritardo accumulato per la mancata approvazione del nuovo regolamento sta scatenando la protesta da parte di alcuni dei sindacati di polizia municipale.

Un malcontento giustificato secondo l’assessore competente Luisa Ciambella. ”Questa volta i sindacati hanno tutte le ragioni per aver proclamato lo stato di agitazione. Il regolamento della polizia locale, che altro non è che il recepimento di una normativa regionale, vuole uniformare le divise, i mezzi, le questioni formali di tutti i corpi di polizia municipale della regione Lazio. In qualsiasi Comune del mondo – rimarca – non ci sarebbero stati problemi, da noi è diventato un caso. Avremmo dovuto approvare la delibera entro febbraio ma dopo tantissime commissioni e tentativi di approvazione non si riesce ad arrivare a dama”.

Qual è la motivazione alla base di questo traccheggiare?

”Non voglio scendere nel dettaglio. Io ritengo che la questione che ha ingenerato questa melina da parte del consiglio sia perché tendiamo sempre a fare ragionamenti alti e poi nella vita sostanzialmente ci perdiamo nelle piccole cose, nel particolare delle cose, e non nell’interesse generale di tutti i cittadini. Per cui la questione dei gradi è diventata centrale rispetto all’importanza vera del provvedimento. I consiglieri hanno ritenuto di chiedere un parere all’Anci (associazione nazionale Comuni italiani) seguendo l’esempio del comune di Civitavecchia sapendo che, Civitavecchia entrando nel merito, ha praticamente fatto quello che farà anche il comune di Viterbo: alle quattro persone a cui sono stati assegnati onorificamente questi gradi sarà riconosciuto il livello massimo della loro categoria. Certamente non possiamo, per legge e io dico anche per giustizia sociale, consentire il passaggio a una categoria superiore perché in questo Paese ciò avviene tramite concorso e con il requisito della laurea. Di fatto Civitavecchia arriva alle nostre stesse conclusioni approvando il regolamento con un atto di giunta e non di consiglio. Questo perché nel loro caso l’atto precedente di regolamento era stato approvato di giunta, noi invece lo avevamo approvato di consiglio. Quindi come si può capire chiaramente è una questione di lana caprina, una questione tutta italiana che non dovrebbe accadere perché i cittadini non ci tengono nelle istituzioni per fare queste figure e per non assumerci le responsabilità. Ha fatto comunque bene il sindaco a interpellare l’Anci perché salvaguardare la funzione del consigliere comunale è sempre importante anche se, secondo me, non c’è nulla da chiarire, le motivazioni sono chiare”.

”Inoltre – rileva la vice sindaco – abbiamo un nostro segretario generale che è il responsabile della legittimità degli atti ma se si mette in discussione tale ruolo su una banalità come questa allora tutto diventa relativo. Comunque sosterremo anche questo ulteriore approfondimento. L’Anci è stata incaricata di confezionare questo parere e non appena lo riceveremo provvederemo, spero, ad approvare il regolamento perché non c’è più motivo di attendere”.

I quattro vigili sembrano intenzionati a non mollare e se dovessero presentare ricorso?

”In Italia ognuno è libero di fare ciò che vuole. So che si sono rivolti a un avvocato ma non mi sembra anche da quanto mi riferiscono gli uffici che abbia trovato degli elementi sostanziali che stravolgano la situazione. In Italia un ricorso non si nega a nessuno, ognuno farà i suoi passi”.

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