01122020Headline:

”Non basta un cartello stradale per pulirsi la coscienza”

''La Cassia è una vergogna''

Le buche sulle strade: un problema da risolvere presto

Dovrebbe essere la strada che collega il centro di Viterbo alla più grande città d’Italia, la sua capitale, Roma. Ma al momento, la Cassia assomiglia più ”ad una viuzza del terzo mondo, in cui regnano l’abbandono e l’incuria”. A segnalare la drammatica situazione in cui versa la strada che attraversa Vetralla e le varie frazioni, non sono solamente i suoi abitanti, ma anche tutti quei pendolari che ogni giorno sono costretti a percorrerla per raggiungere luoghi di lavoro o parenti e amici.

Buche come crateri. Voragini profonde oltre 30 centimetri, che la pioggia battente degli ultimi due giorni non ha fatto altro che aumentare. Asfalto completamente deteriorato ai bordi della carreggiata e al centro delle corsie: un vero e proprio ‘’attentato alla sicurezza stradale e all’incolumità dei veicoli’’ come sottolinea M.P. ”Ruote squarciate e ammortizzatori rotti sono all’ordine del giorno. Ma moltissimi altri sono i danni segnalati da automobilisti inferociti, costretti a chiamare il soccorso stradale e che non riceveranno neppure un centesimo di rimborso”.

E in tutto questo scrosciare, in tutto questo rumore, dal palazzo comunale il silenzio più assordante.

”Prima delle Vigilia di Natale, è stato istituito sulla Cassia il senso unico alternato per permettere ai dipendenti Astral di lavorare in tranquillità: anche lì una bella presa in giro da parte dell’amministrazione – tuona M.B., nato e cresciuto a Vetralla – sono stati rifatti dieci metri di asfalto per ogni senso di marcia, davanti alle due fermate degli autobus a Cura. Per il resto, il nulla. Le buche sono rimaste lì, indisturbate. A costringere gli automobilisti ad un pericoloso slalom”.

Eppure di tempo per proseguire con i lavori di manutenzione ce ne sarebbe stato: ”Prima dell’arrivo delle piogge di mercoledì e giovedì, che di fatto hanno impedito ogni intervento, ci sono state splendide giornate di sole – continua – peccato che coincidessero con il Natale e con il giorno di Santo Stefano. E che sia impensabile in Italia lavorare per le festività. Così, un bel cartello a bordo strada a limitare la velocità e le coscienze di tutti sono tornate limpide. Chissà quanto si dovrà aspettare per tornare a percorrere senza pericolo e difficoltà la Cassia. Chissà se un giorno anche in Italia si penserà prima al bene e ai servizi da offrire ai cittadini che al proprio tornaconto o alle ferie nei ”rossi sul calendario”. Chissà. Noi continuiamo a sperare. Anche con la macchina dal meccanico”.

 

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