24082019Headline:

”Suo figlio è in carcere, per liberarlo ci deve dare 600 euro”

Anziane donne contattate ''dall'avvocato Bevilacqua''

truffa-anziani”Suo figlio è in carcere, è colpevole di un incidente gravissimo. Servono 600 euro per liberarlo”. Parole pronunciate con fermezza al telefono da un avvocato. Ad ascoltarle, dall’altra parte della cornetta, un’anziana signora terrorizzata da ciò che le viene detto. Seguono momenti concitati. La donna prende tutti i soldi che ha in casa per consegnarli all’avvocato, l’unico capace di aiutare suo figlio. Ma per fortuna, una volta scesa in strada, incontra un vicino che l’aiuta a capire che sta per essere truffata.

Questo episodio è uno dei tanti accaduti in questi giorni, a diverse persone ma con lo stesso modus operandi, a Canepina. Il telefono squilla sempre a donne anziane che vivono sole in casa. Mamme e nonne di una certa età che diventano le vittime predilette di abili truffatori.

Viterbonews24 ha raccolto la testimonianza di una donna che stava per cadere nel tranello di questi malviventi. Si riporta di seguito la conversazione telefonica tra il sedicente avvocato e l’anziana signora. Un dialogo che può essere d’aiuto per capire quando si sta per diventare vittime inconsapevoli di una truffa.

Truffatore: ”Buongiorno signora, sono l’avvocato Bevilacqua. La chiamo dal carcere perché suo figlio ha fatto un incidente gravissimo di cui è risultato il colpevole. Per questo motivo i carabinieri lo hanno messo in cella”.

Vittima: ”Ma mio figlio sta bene?”

Truffatore: ”Si suo figlio non si è fatto nulla, ma è in carcere. Solo noi possiamo aiutarlo però, per farlo uscire, abbiamo bisogno di 600 euro”.

Vittima: ”600 euro? Ora avverto subito la moglie”.

Truffatore: ”No, non la chiami. Sua nuora infatti è qui con noi insieme a suo figlio e da poco sono arrivati anche altri suoi parenti. Siamo tutti qui, se non ci crede può chiamare il 112”.

A quel punto la donna aggancia subito la cornetta e compone il numero di emergenza dei carabinieri. Dopo qualche squillo sono sempre i truffatori a rispondere che, fingendosi uomini dell’Arma, confermano tutto. E il telefono suona di nuovo.

Truffatore: ”Ha parlato con i carabinieri? Ha capito che è tutto vero? Se lei ci dà i soldi noi facciamo uscire suo figlio dalla prigione. Servono 600 euro, li ha in casa?”.

Donna: ”Mi sembra di si. Come faccio a darveli?”.

Truffatore: ”Verremo noi tra poco a prenderli”.

Trovati i soldi la signora scende in strada in attesa che si presenti l’avvocato Bevilacqua. Mentre aspetta, accanto al portone, passa un suo vicino al quale l’anziana donna chiede aiuto e racconta tutto. Insieme salgono a casa e il telefono squilla di nuovo, ma stavolta a rispondere è l’uomo che aveva intuito il tranello.

Truffatore: ”Signora ha trovato i soldi?”.

Vicino di casa: ”Buongiorno, io sono un parente. Potete dire tutto a me”.

Truffatore: ”Noi stiamo cercando la mamma di Girolamo Rossi”.

Vicino di casa: ”Non è lei”.

Truffatore: ”Allora abbiamo sbagliato numero”.

Le telefonate si concludono qui. Per questa volta, fortunatamente, la truffa è stata sventata.

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