22112019Headline:

“Il segno della croce”

Lettera 22, la rubrica a cura di Giuseppina Palozzi, psicologa e psicoterapeuta

Giuseppina Palozzi

Giuseppina Palozzi

*lettera 22 – il segno della croce

a cura di Giuseppina Palozzi, psicologa e psicoterapeuta

– “Firma qui.”

– “Non so scrivere.”

– “Fai la croce e presentati domattina alle 6.”

Così Guccini e Macchiavelli danno parola ad un ingegnere in “Appennino di sangue”.

In realtà, a sconfermare il senso comune ci pensa la giurisprudenza.

Infatti, la Cassazione ammette un’unica condizione per cui sia permessa la firma con la croce: la cecità.

Immediatamente pensiamo al non vedere nulla.

E se non fosse così?

Se anche il vedere tutto ci rendesse ciechi?

Sarebbe forse l’unica spiegazione possibile al paradosso di vedere, attraverso un vetro liquido, ogni istante della gravidanza più social del millennio fino al momento del parto e al tempo stesso non accorgersi delle due gravidanze che, al contrario, ci rendono molto poco social(i): quelle al confine tra Italia e Francia.

Si può rischiare il carcere per aver aiutato una persona?

Si può sequestrare una nave per aver soccorso delle persone?

In molti citano il reato di solidarietà.

Altri ne fanno una questione di violazione di leggi.

Io penso a Pilato.

E Pilato siamo noi.

Quelli che non vogliono vedere.

Ma anche quelli che firmano ciecamente, senza leggere come verranno trattati i dati personali, mentre urlano “crocifiggilo!”.

Mi chiedo allora quanto lunga debba essere ancora questa via crucis.

E quanti segni della croce debbano passare davanti ai nostri occhi prima di ri-nascere.

E ri-creder-ci.

Secondo un noto linguista francese, il segno è l’unione tra significante e significato; in pratica tra forma e contenuto.

Una donna incinta, un uovo che si schiude.

Un pensiero come un bambino in una valigia.

Può essere Pasqua anche al di là della religione.

Con la speranza che non sia più ogni volta un “quasi miracolo” generare attraverso i confini.

Da chi scrive gli auguri per una ri-nascita, nel cuore e nel pensiero.

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