20042018Headline:

Aggredì il generò con un coltello da cucina, condannata a 9 mesi

''Solo eccesso di legittima difesa''

Aggredì il giovane genero sudamericano con un coltello da cucina, condannata a 9 mesi. Si è chiuso ieri davanti al collegio di giudici viterbese il processo a carico di Altagracia Y.M., la suocera salita agli onor di cronaca per aver tentato di uccidere il compagno 28enne della figlia dopo una furiosa litigata.

Era il 6 agosto scorso, quando i carabinieri furono costretti ad intervenire al Serpentone di Bagnaia per l’aggressione: a finire immediatamente in manette la suocera 48enne. Con un grosso coltello da cucina, dopo una litigata con il genero e con la figlia, avrebbe tentato di affondare la lama nel braccio del ragazzo.

Da qui l’accusa di tentato omicidio, dalla quale si è difesa nel corso delle diverse udienza che si sono succedute. A parlare in aula i carabinieri e i presenti all’aggressione.

”Sono stata chiamata da mia sorella per andare subito a casa dei miei – spiega in aula la giovane donna – C’era stata una litigata furiosa che si stava trasformando in qualcosa di estremamente violento. Prima uno schiaffo, poi una bottiglia di vetro e infine un coltello”.

Il tutto iniziato durante una scampagnata a Campodimonte. Al ritorno dal lago la 48enne, forse ubriaca, avrebbe cominciato a litigare con la figlia, insultandola pesantemente, tanto da costringere il giovane compagno ad intervenire.

”Una volta a casa, la situazione non era affatto migliorata. Mamma non si calmava”, così il genero l’avrebbe minacciata con una bottiglia di vetro, scatenando la reazione della donna.

”E’ andata in cucina, ha preso un grosso coltello e lo ha scagliato contro di lui”, fortunatamente ferendolo solo in maniera abbastanza lieve.

Per la Procura si sarebbe trattato di tentato omicidio, per la difesa solo di eccesso colposo di legittima difesa. Una ricostruzione che ha convinto il collegio di giudici: riqualificato il reato in lesioni gravi, è arrivata la condanna e la data di definitiva scarcerazione per la donna. Che tornerà libera il prossimo 29 aprile. E in aula sono pianti di gioia e abbracci.

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