18112018Headline:

“Bulli & Pupi”

Lettera 22, la rubrica a cura di Giuseppina Palozzi, psicologa e psicoterapeuta

Giuseppina Palozzi

Giuseppina Palozzi

*lettera 22 – bulli & pupi

a cura di Giuseppina Palozzi, psicologa e psicoterapeuta

Vi è mai capitato di assistere ad un episodio inaspettato e provare quella sensazione di imbarazzo e scomodità? Come se il corpo fosse bloccato mentre cervello e cuore in petto urlano “muoviti!!!”.

Di solito succede quando non vorremmo trovarci nel ruolo di spettatori e la responsabilità di reAgire ci arriva addosso forte e fastidiosa come la classica pallina rosa fluo in spiaggia.

Ecco, a me è successo con il video del ragazzo di Lucca, che in termini di popolarità credo ormai non abbia bisogno di presentazioni. Quella che sembrava una scadente messa in scena, era sotto i miei occhi e mi infastidiva. Più che nelle parole, nel nulla.

Un ragazzo che urlava, si muoveva, gesticolava e tutto intorno il nulla.

Ero una specie di spettatrice alla terza; osservavo chi osservava e provavo la stessa fastidiosa impotenza di quando passano in tv i fotogrammi verdognoli di telecamere nascoste in case di riposo o scuole dell’infanzia.

Rivelazioni di quanto realmente si stia sgranando il punto di vista.

Trasmissioni televisive, esperti che citano teorie, piattaforme digitali che permettono visualizzazioni millimetriche per millisecondi, ci illudono che zoomando fino all’ultimo pixel sia possibile risalire all’origine della terra.

Spiegazioni inscatolate …che al mercato mio padre comprò, avrebbe concluso Branduardi.

Mentre la nostra attenzione si concentra sul problema del momento, ci sfugge la complessità e completezza dell’immagine.

I commenti e le ondate di video che spopolano su questo o quel fronte, a seconda di chi sia vittima o carnefice, mi fanno pensare che ci stiamo perdendo l’intero quadro.

E soprattutto quelle parti che, pur appena accennate, in realtà sono necessarie a dare profondità.

È possibile essere davvero solo spettatori?

La mente mi porta alla casa più spiata d’Italia e all’illusione di controllo e intervento che ogni trasmissione pseudointerattiva innesca con il classico “potrete decidere voi da casa”.

Da quello stesso divano da cui critichiamo arbitri e giocatori.

Come ci fossimo dimenticati che nella nostra storia prima di essere liberati, abbiamo resistito.

ReAgito.

Pochi sanno che, nella casa più millenaria d’Italia, invece ‘sti giovani d’oggi, ‘sti jovanotti de ‘sta Roma bella, esiste qualcuno che li recupera dai muretti e li accoglie nella palestra popolare.

Notizie queste che, senza messa a fuoco, restano sullo sfondo dei soggetti in primo piano.

Un ultraottantenne, accanito di comunicazione non verbale, che scredita i propri compagni (appellativo che credo non gradirebbero).

Un deputato (che a sentire il cognome invece sembra molto gradito) che si reca a lavoro in autobus o, al massimo, in processione.

Il “ballerino grasso dei Take That”, com’era stato apostrofato Robbie Williams, che riempie gli stadi nonostante la depressione.

La principessa più pubblicamente bullizzata della storia che continua ad essere più imponente e presente di tutti i royal baby o royal wedding che verranno.

Come dire… “L’alba a Broadway l’accende l’elettricista.”

(“Bulli e pupe”, 1955)

Policy per la pubblicazione dei commenti

Per pubblicare il commenti bisogna registrarsi al portale. La registrazione può avvenire attraverso i tuoi account social, senza dover quindi inserire ogni volta login e password o attraverso il sistema di commenti Disqus.
Se incontrate problemi nella registrazione scriveteci webmaster@viterbopost.it

Pubblica un commento

Per commentare gli articoli, effettua il login attraverso uno dei tuoi profili social
Portale realizzato da