18112019Headline:

”Schiaffi e calci da papà?” ”Troppi”

Il racconto in aula davanti al giudice

”Schiaffi e calci da papà?” ”Troppi”. È lapidaria nella ricostruzione di quei drammatici anni che più volte l’hanno vista protagonista di episodi di violenza. A parlare in aula è la figlia di S.P., oggi a processo per lesioni contro l’intera famiglia e per violenza sessuale ai danni della moglie.

”Mi costringeva ogni sera ad avere rapporti con lui – spiega la donna – non esistevano no, non esistevano rifiuti. Se a lui andava doveva andare anche a me. Altrimenti la reazione sarebbe stata ancora più violenta”.

Ancora più violenta di tutte quelle volte che, per motivi di gelosia, si scagliava contro le donne della sua famiglia con ferocia.

”Non voleva che andassi a lavorare. Credeva che, facendo le pulizie nelle case degli sconosciuti, ci provassi con loro. O che loro ci privassero con me. La sua era una gelosia malata, che non ci ha fatto mai respirare”.

Ha vissuto ”19 anni di inferno” all’interno del suo appartamento, prima di trovare la forza di abbandonare quell’uomo, che oggi si trova detenuto per altra causa all’interno del carcere di Mammagialla.

Tra tutti, l’episodio del 22 novembre 2013: ”Eravamo a tavola, a festeggiare il compleanno della più piccola delle nostre figlie. Non voleva mangiare il pane. Lui ha preso una forchetta e gliel’ha infilzata sul dorso della mano. Una ferocia ingiustificata. Ero arrabbiata con lui, eppure anche quella sera ho dovuto concedermi. Mi ha preso per il collo e strattonato per i polsi, gettandomi a terra”.

Geloso di tutto e possessivo nei confronti delle sue donne, che da due anni lo hanno abbandonato.

Si tornerà in aula a novembre, per l’escussione di altri testimoni.

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