17072018Headline:

Centro commerciale, i residenti alzano la voce e fanno appello a Sgarbi

In tanti all'iniziativa dell'associazione ''A testa alta''. C'è anche una petizione

CAPRANICA – (MDL) C’era una volta il pizzicagnolo, il piccolo alimentari del paese che conosceva i clienti uno ad uno, i loro gusti e le loro necessità, c’era il negozio di giocattoli che ha visto crescere intere generazioni. Piccoli esercizi commerciali di un centro abitato che nel corso degli anni sono diventati essi stessi identità e storia del paese. Un paese che guarda con nostalgia a questo passato ma che da questo passato trova slancio per guardare al futuro con rinnovato slancio

L’occasione per farlo è data dalla progettazione di un nuovo centro commerciale nell’area della ex MineralNeri. Un’iniziativa alla quale abitanti e negozianti guardano con molte perplessità e preoccupazione. Per questo oltre un centinaio di persone si sono riunite venerdì sera in centro a Capranica su iniziativa della neonata associazione ”A testa alta”, presieduta dal dottor Antonio Morera, che ha promosso anche una raccolta firme che in soli 3 giorni ha raggiunto le 600 sottoscrizioni.

Dottor Morera, come associazione “A testa alta’’ avete promosso una serie di iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica contro la realizzazione di un centro commerciale. Perché vedete questo progetto come una minaccia?

”Ci tengo a precisare che la nostra associazione non nasce contro il centro commerciale, ma vuole sensibilizzare l’opinione pubblica e gli amministratori comunali sulla necessità di approfondire le questioni sottese ad una scelta cosi impattante sul tessuto socio economico di Capranica. Un centro commerciale significa il rischio di desertificazione dei servizi, lo svuotamento del nostro centro cittadino, difficoltà ad affittare i propri locali e deprezzamento del mercato immobiliare. Inoltre, ci sarebbe un impatto sulla viabilità della Cassia, già al limite della congestione in molte occasioni. Ebbene noi vogliamo capire questo effetto sulla qualità della vita del nostro comune”.

E’ solo una questione di identità?

”No, non è una battaglia dei commercianti contro la concorrenza della grande distribuzione. Credo sia più una battaglia di valorizzazione di ciò che in termini qualitativi, già possiamo offrire rispetto al rischio di omologazione della vendita massificata. Nella associazione vivono e operano tanti cittadini non commercianti che hanno unicamente a cuore la propria comunità senza calcoli o interessi identitari”.

Quali sono i vantaggi del negozio di vicinato rispetto alla grande distruzione?

”Crescere in un piccolo paese ha tante limitazioni per un giovane: mancano cinema, biblioteche…ma è anche vero che il piccolo centro è un luogo che ha un’anima, ha una storia, ci sono i soprannomi che ci identificano.  Ognuno conosce la storia dell’altro. Ci sono i rapporti umani….si….rapporti che spesso nascono e crescono anche all’interno di un piccolo negozio dove spesso si va per fare una chiacchiera e sentirsi meno soli. Sostenere la sopravvivenza dei piccoli negozi, sostenere il pizzicagnolo che conosce quale prosciutto preferiamo, il negoziante che vende abiti e che sa a memoria la nostra taglia, vuol dire sostenere la qualità della nostra vita, la nostra identità, aiutare il nostro piccolo centro a non morire”.

Il commercio, come altri settori dell’economia in generale, ha subìto gli effetti della crisi economica. Avete pensato a qualche iniziativa per rilanciare e valorizzare gli esercizi del centro storico?

”Intanto ci tengo a valorizzare la scelta dell’associazione che ha stabilito la propria sede in un locale del centro storico, proprio al fine di dare un segnale chiaro di attenzione. Riteniamo comunque che il centro storico possa e debba essere valorizzato partendo da una politica di incentivi che consenta l’apertura di nuove attività commerciali all’interno della parte storica della città. Riteniamo che tali attività possano essere soprattutto legate alla promozione di prodotti artigianali e prodotti a vocazione territoriale che pongano al centro la peculiarità ed eccellenza delle nostre terre”.

Da pochi giorni avete avviato una raccolta di firme, quali sono le iniziative di sensibilizzazione che state portando avanti?

”In soli 3 giorni abbiamo raccolto oltre 600 firme e venerdì sera alla iniziativa erano presenti oltre 150 persone di Capranica. Proseguiremo la raccolta firme nei prossimi giorni fino ad un consiglio comunale aperto che verrà richiesto dalla nostra associazione per invitare gli amministratori a parlare della questione centro commerciale in totale trasparenza”.

In questi giorni in un comune vicino, Sutri, si è insediato il nuovo sindaco: Vittorio Sgarbi. Tra le prime iniziative la realizzazione della consulta dei sindaci della Tuscia. Pensate di coinvolgere anche lui nella vostra battaglia a tutela dei piccoli commercianti?

”Facciamo un appello a Sgarbi, non solo nella sua nuova qualità di sindaco della vicina città di sutri (per la cui elezione ci complimentiamo), ma soprattutto nel suo ruolo di critico d’arte e amante della bellezza, affinché, anche a tutela della sua cittadinanza, possa far sentire la propria voce contro un’opera che riteniamo vada esattamente nella direzione opposta alla valorizzazione del territorio che Sgarbi si propone di promuovere a Sutri e nella Tuscia”.

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