21102019Headline:

Rissa in un cantiere finita a martellate, tutti assolti

Pesantissime le richieste di condanna del pm, ma per il tribunale non fu tentato omicidio

MONTEROSI – Nessun tentato omicidio. Nessuna lesione. Arriva un’assoluzione piena per i quattro carpentieri accusati di aver cercato di uccidere due colleghi di lavoro all’interno di un cantiere edile a Monterosi. Due fratelli, parti offese nel processo, che nel dicembre del 2009 arrivarono in ospedale in condizioni disperate. Uno con un trauma cranico importantissimo, l’altro con una lunga serie di fratture e diverse ferite su tutto il corpo. Per entrambi oltre un mese di prognosi.

Secondo la ricostruzione del pubblico ministero, a scatenare la furia del branco, futili motivi legati alla gestione del cantiere e alla divisione del lavoro. Delle incomprensioni che, a lungo irrisolte, avrebbero causato una vera e propria rissa.

E così, nel dicembre del 2009, il più grave degli episodi, ma prima, una serie infinita di sgarbi.

”Si spostavano gli attrezzi a vicenda e li nascondevano. Si minacciavano – ha raccontato in aula un testimone – quel giorno sono arrivato in cantiere e li ho visti nuovamente battibeccare: da una parte i due fratelli, dall’altra la squadra di muratori. Li ho minacciati di farli licenziare. Ed è lì che è scattata la reazione di P.V e P.A.”.

All’improvviso calci e pugni. Schiaffi e colpi. In tanti contro due: ”Si picchiavano con tutto ciò che riuscivano ad afferrare: a uno dei due fratelli è stata sbattuta una livella di alluminio sulla schiena talmente forte che si è piegata. L’altro ha ricevuto tantissime martellate sulla schiena”.

Una mattanza in piena regola, quella descritta dai testimoni sfilati uno ad uno davanti al collegio di giudici, ma per la quale non è stato possibile identificare con certezza i colpevoli. Per cui, ieri, nonostante le pesantissime richieste del pm D’Arma, che per i quattro imputati avrebbe voluto 12 anni di carcere, è arrivata l’assoluzione.

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