21112019Headline:

A cavalcioni sui leoni, in piedi sui bordi, fontane storiche prese d’assalto

Messa in serio pericolo l'integrità dei monumenti dai comportamenti incivili

VITERBO – Per avere una visuale migliore del passaggio della Macchina di Santa Rosa perché non arrampicarsi sulle fontane storiche della città? A cavalcioni sui leoni, in piedi sul parapetto e seduti sulle sculture e sulle vasche. Anche quest’anno, in occasione del Trasporto, le fontane prese d’assalto dagli spettatori del Trasporto, sono state messe in serio pericolo.

Inutile si è rivelata, come in passato, l’ordinanza a firma del sindaco in occasione della serata del 3 settembre: ”è fatto assoluto divieto a chiunque di salire su bordi e parapetti delle fontane monumentali del centro storico nonché di occupare l’interno delle vasche o comunque di sostare su qualsiasi parte costituente il complesso architettonico e scultoreo – si legge su documento ufficiale di Palazzo dei Priori –. I divieti si rendono necessari per salvaguardare l’integrità di dette fontane in quanto beni di notevole pregio artistico e di grande valore storico”.

Ma nessuno dei presenti ha rispettato i divieti così come la polizia locale né le forze dell’ordine, incaricati di far rispettare l’ordinanza, si sono occupati di scoraggiare comportamenti che potessero ledere all’incolumità dell’architettura e delle sculture delle fontane presenti in piazza delle Erbe e in piazza Fontana Grande.

”Si tratta di persone che non hanno rispetto per la cultura”. Scoppia la polemica sui social dove oltre ai commenti arrabbiati dei viterbesi vengono pubblicate le foto dell’inciviltà di quanti, incuranti dell’ordinanza e del rispetto civico, erano a cavalcioni sulle sculture o arrampicati fino alla sommità delle fontane. ”Le forze dell’ordine non potevano almeno farli scendere, prenderne i nomi e ricercarli in caso di constatazione di danni? – scrive un cittadino -. Il peperino si spezza, i restauri costano, i danni sono comunque irreversibili”. E si legge ancora: ”Spero vengano prima puniti e poi educati. Dopodiché chiudere una volta per tutte le fontane”.

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