25092018Headline:

Preso a calci e pugni dal branco, arrivano i risarcimenti

L'aggressione a Carnevale in via di Valle Piatta, alla sbarra in quattro

In quattro contro uno all’uscita di una festa di laurea con oltre cento invitati, in via di Valle Piatta. Per gli aggressori, finiti in tribunale con le accuse di lesioni gravissime in concorso ai danni di un giovane studente dell’Università della Tuscia, è tempo di risarcimento danni. A stabilirlo il giudice per le udienze preliminari Rita Cialoni in un’udienza a porte superblindate: dopo aver respinto la maxi richiesta da 100 mila euro del giovane universitario a titolo di risarcimento dei danni subiti, ha stabilito che gli venga versato un totale di 13 mila euro, a cui, in seguito, in sede civile potrebbero andare ad aggiungersi altre e ben più alte al cifre. Martedì l’udienza finale

A finire alla sbarra per quell’aggressione, nel cuore della notte del 25 febbraio 2017, in quattro: tutti viterbesi, di età compresa tra i 20 e i 27 anni, si tratta di Andrea Rossi, Davide Randisi, Federico Alfonsini e Raffaele Laureti.

Quella notte, secondo la ricostruzione degli inquirenti, il gruppo avrebbe tentato, senza successo, di entrare all’interno di un locale dove si stava svolgendo una festa di laurea. Dopo un diverbio con gli invitati, i ragazzi si sarebbero allontanati da via del Ganfione, seguiti dalla vittima nell’intento di tenerli lontani. Ma il 26enne, studente all’Università degli Studi della Tuscia, non si sarebbe accorto di essere rimasto solo e il gruppo, approfittando della situazione e di via Valle Piatta vuota, si sarebbe scagliato contro di lui: calci all’addome e al volto talmente forti da far finire a terra esanime. Per fare ancora più male l’aggressione sarebbe continuata con un tergicristalli, utilizzato a mo’ di sciabola, e le cinture dei pantaloni. Poi la fuga del branco e la chiamata al 118 di un ristoratore del posto alla vista dello studente riverso a terra in una pozza di sangue. Trauma cranico, rottura del setto nasale, ematomi, lesioni su tutto il corpo. E un prognosi di oltre 50 giorni.

A più di un anno e mezzo di distanza da quell’aggressione, i quattro giovani optano per destini processuali differenti: in due chiedono il patteggiamento, gli altri la messa alla prova.

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