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Da Diabolik ad Arpad Schilling per Quartieri dell’Arte

Tutti gli appuntamenti dell'edizione 2018

Nei prossimi giorni il Festival internazionale dedicato alla drammaturgia collettiva e polivocale (in allegato breve descrizione e calendario) propone il ciclo di letture The Spirituals di Wu Ming (fino al 24 ottobre), Goodby Diabolik di Dominique Tambasco (20 ottobre), Fura dels Baus e Teatro Reale di Zetski Dom con il grande regista ungherese Arpad Shilling e il suo “Bitch” (21 ottobre).

Ultime 2 giornate della manifestazione il 23 e il 24 ottobre con “Tra le quinte dell’anima” di Nikolaj Evreinov diretto da Riccardo Sinibaldi, “Timeless-Lecture” di Muta Imago e Enzo Cosimi in “Speech #2”. Ad alcuni di questi lavori parteciperanno i giovani beninesi impegnati nel progetto “Il Segno di Orfeo” (c.s. in allegato), una residenza artistica Italia/Benin che si tiene a Vitorchiano fino a tutto novembre 2018, sostenuta dal Ministero degli Esteri e finalizzata ad uno scambio culturale paritario fra giovani attori, musicisti, danzatori, autori e registi europei ed africani.
Fino al 24 Ottobre | Palazzo Petrangeli e altre location – Bagnoregio | h 18,00

Biglietti 0,50 €

THE SPIRITUALS

di Wu Ming e AA.VV.
regia Matteo Angius

Incursioni sonore di Davide Sacco
Accademia degli Artefatti in collaborazione con il Festival
PRIMA MONDIALE

Il ciclo di letture e conferenze comprenderà versioni teatrali di “Q”, romanzo che il gruppo Wu Ming scrisse sotto le pseudonimo di Luther Blissett e “Altai”.

Wu Ming è un collettivo di scrittori provenienti dalla sezione bolognese del Luther Blissett Project (1994-1999), divenuto celebre con il romanzo Q. A differenza dello pseudonimo aperto “Luther Blissett”, “Wu Ming” indica un preciso nucleo di persone, attivo e presente sulle scene culturali dal gennaio del 2000.

Matteo Angius è un attore attivo in varie compagnie di ricerca italiane. E’ stato inoltre performer per artisti visivi di fama globale come Marina Abramovich. Dal 2003 fa parte di accademia degli artefatti, con cui negli ultimi dieci anni ha lavorato agli spettacoli e ai seminari di formazione del progetto di drammaturgia contemporanea Dress code: reality.

20 Ottobre | Teatro Caffeina – Viterbo | h 21,00

Biglietti 10 € – Ridotto 7 € (under 26 / over 65 / studenti)

GOODBYE DIABOLIK

di Dominick Tambasco
con Alessandro Baldinotti, Alessia Innocenti, Giulia Weber
regia di Massimo Navone
Associazione Teatrale Pistoiese – Teatri di Pistoia
PRIMA ASSOLUTA

È un testo che rende omaggio al più famoso e longevo eroe del fumetto italiano. Si tratta del racconto di un dialogo tra tre personaggi: l’autrice Angela Giussani, Eva Kant e un fantomatico agente di Diabolik che lascia più di un sospetto per far pensare che sia Diabolik travestito come solo lui sapeva fare. La storia si manifesta in un momento della vita in cui l’autrice Angela Giussani si interroga su cosa ci sarà dopo questa vita. La domanda la pone anche “l’agente di Diabolik” che vuole sapere cosa sarà dei suoi eroi una volta che l’autrice non ci sarà più. Nel corso della storia si ripercorrono le principali tappe del fumetto: le circostanze che ne hanno dato origine e le varie vicissitudini che ha percorso. Tutto avviene nel vecchio ufficio dell’Astorina, la casa editrice milanese dove è stato concepito il fumetto di Diabolik, in una atmosfera Hopperiana, in cui un apparente scialbo evento quotidiano raggiunge una dimensione surreale. ”

Dominick Tambasco ha lavorato con numerosi registi italiani (tra cui Marco Risi, Ricky Tognazzi e Sergio Rubini) come aiuto regista. “Giorni dispari”è il suo primo lungometraggio. In precedenza ha realizzato due cortometraggi, “Ho Fellini nell’armadio” e “Il posteggio”. Ha inoltre firmato con Umberto Marino la regia del documentario “Utopia, utopia per piccina che tu sia”, selezionato alla cinquantesima Mostra del Cinema di Venezia.

Massimo Navone è regista e drammaturgo. Diplomato alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano (di cui è stato anche Direttore), ha messo in scena soprattutto autori contemporanei. Da ricordare la sua rilettura dell’ Ubu Re di Jarry, con Franco Branciaroli. Da ultimo Affittasi monolocale zona ghetto – Memori (di Eugenio de’ Giorgi), L’uomo dei miei sogni (di Francesca Angeli), Lampi accecanti di ovvietà (di Enrico Bertolino, Andrea Zalone, Carlo Giuseppe Gabardini, Curzio Maltese), Sogno di una notte di mezza estate (di Shakespeare), Mike Tyson – Lo chiamavano fatina (di Giorgio Ganzerli), Cose che mi sono capitate (di Gene Gnocchi, Francesco Freyrie), Casta Away (di Enrico Bertolino, Luca Bottura, Curzio Maltese), Io e Julia (di Patricia Conti) . Grande successo poi per Il grande croupier – Tu che fai, vedi? con protagonista Pupo (autore anche del testo insieme a Francesca Angeli).

21 Ottobre | Teatro Boni – Acquapendente | h 18,45

JELENA SAWOJSKA – Una conferenza-spettacolo dedicata a Elena di Savoia

Teatro Reale di Zetski Dom e La Fura dels Baus

21 Ottobre | Teatro Boni – Acquapendente | h 19,00

Biglietti 10 € – Ridotto 5 € (under 26 / over 65 / studenti)

BITCH

di Arpad Schilling e AA.VV.

con Nada Vukčević, Srđan Grahovac, Stevan Radusinović, Vule Marković, Zoran Vujović

regia Arpad Schilling

Teatro Reale di Zetski Dom

PRIMA NAZIONALE

Il focus della drammaturgia di Árpád Schilling and Éva Zabezsinszkij è il ruolo della donna nella società, naturalmente connesso al ruolo dell’uomo nella società. Cosa se ne fa l’uomo del suo testosterone da quando non deve più cacciare nei boschi? E cosa dovrebbe fare una donna se ha idee e se può lavorare come un uomo? Può una donna dire di non volere un bambino? Può dire di voler vivere la stessa vita di un uomo? E, se un uomo invece vuole rimanere a casa con suo figlio e accetta che a lavorare sia la donna, vuole forse dire che non è un vero uomo? Quanto questo è permesso da una società patriarcale? Quali sono le reazioni, le paure e le aspettative?

Nada ha 38 anni. È single. Aspetta il treno vicino alla ferrovia di un piccolo paese. Arrivano alcuni uomini e la presenza della donna li porta a raccontare le esperienze – belle o brutte – con le donne della loro vita, richiamando alla memoria conflitti passati o presenti con madri, padri e fidanzate. Ognuno ha la propria storia, le proprie ragioni per essere diventato quello che è adesso.

La performance è un viaggio nello spazio e nel tempo. Senza sceografia, senza oggetti. Ci sono solo attori sul palcoscenico. E le storie dei personaggi che interpretano.

Dice Arpad Schiling: “Nella nostra performance, esaminiamo come le relazioni familiari portino a certe personalità e caratteristiche. Naturalmente, non potremo mai capire le cause effettive, ma dopo aver osservato almeno due generazioni possiamo rilevare processi e fenomeni bizzarri. Abbiamo trovato interessante pensare al perché si sviluppino certi comportamenti e modelli sociali. Cos’è una donna? Cos’è un uomo? Come facciamo a renderci l’un l’altro le vite peggiori mentre facciamo esattamente quello in cui crediamo, sicuri e certi che quello che facciamo sia corretto e giusto. Non c’è dubbio che molte esperienze siano ancora oggi efficaci, ma ci sono alcuni vecchi atteggiamenti e idee che rovinano completamente le nostre vite.

La storia è ambientata in un villaggio senza nome, un luogo qualsiasi tra Podgorica e la costa. C’è una donna che aspetta alla stazione, e poi quattro uomini compaiono lentamente. Ma in questo testo vediamo anche uomini che con semplicità chiamano “bitch” una donna, solo perché non sono capaci di costruire una relazione con lei o perché lei non accetta il loro gioco. Questo modo di pensare deriva dai ricordi e dalle cattive esperienze. Lo spettacolo è come un’indagine attraverso la quale cerchiamo di tirare fuori qualcosa sul passato di questi uomini, sulle loro relazioni con le donne, con altri uomini e con i loro padri.”

Arpad Schilling è considerato uno dei maggiori registi teatrali dell’Europa dell’Est. Nel 1995 ha fondato Krekator, una delle più rispettate compagnie europee e dall’inizio degli anni novanta ha lavorato per alcuni dei maggiori teatri internazionali come il Burgtheater di Vienna, la Schaubuehne di Berlino, il Piccolo Teatro di Milano, il Teatro Nazionale di Strasburgo, il Teatro Katona Jozsef e il Teatro Reale di Zetski Dom.

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