17012020Headline:

Villa Canonica: un fiore in cerca di ninfa

La struttura rinata dopo anni di abbandono, rivendica nuove attenzioni

di Daniela Venanzi

Una convenzione di 18 anni con una società di gestione, centinaia di migliaia di euro spesi da quest’ultima, per ridare nuova vita alle parti sportive del più grande parco comunale, e tanto impegno quotidiano.

villa canonica vetrallaCosì negli anni 2000 a Vetralla, all’epoca guidata dal sindaco Sandrino Aquilani, si vestiva di nuovo splendore, quello che era il polmone verde del comune: la villa comunale Pietro Canonica. “Era tutto abbandonato – racconta Aquilani in prima persona – i campi da tennis distrutti, il campo di pallavolo e quello di calcetto lasciati andare, erbacce e incuria ovunque. A quel punto ci venne l’idea – continua Aquilani – di realizzare una convenzione con una società che gestisse il tutto, ma che in cambio si occupasse lei del ripristino, a costo zero per il comune e quindi per i cittadini”. E il risultato in effetti ad oggi è sotto gli occhi di tutti, i campi da tennis in terra battuta sono ottimamente tenuti, il campo di pallavolo e quello di calcetto anche, panchine immerse nel verde, un piccolo bar ristoro e giochi all’aperto per i bambini. Chi entra, dopo anni , rimane stupito dello splendore e della bellezza di questo parco, che niente ha da invidiare ai parchi romani più noti. Sergio Torrioni, uno dei soci che gestisce gli impianti racconta del duro lavoro ma anche delle soddisfazioni avute in questi anni: “E’ stato con l’impegno quotidiano, con la costanza e con gli sforzi economici che abbiamo ottenuto la bellezza di oggi”.

Qualcuno racconta che però all’inizio il giro, dal punto di vista della presenze era molto più ampio, tanti giocatori per tutte le attività. Oggi il calo un po’ si sente. “Sì – spiega ancora Sergio – mancano i vecchi giocatori, quelli che oggi non vengono più magari per qualche acciacco o per l’età. Non c’è stato, in sostanza, il ricambio sperato, forse perché noi non facciamo parte di alcuna associazione sportiva e abbiamo difficoltà ad entrare nel circuito giusto, ma non possiamo comunque lamentarci”. Chiude così e ritorna al suo bar Sergio, per le chiacchere non c’è mai troppo tempo. In un epoca di parole, lui è un uomo concreto, un lavoratore. Un partecipante ad una corsa di biciclette, in tutto 120, con partenza proprio dalla villa di Vetralla e proveniente da Roma, non crede ai suoi occhi: “E’ un posto magnifico, tanto verde, tanto spazio per passeggiare, tutto curatissimo, i campi da tennis favolosi, questo è un paese fortunato”. E sarebbe davvero un peccato che con il tempo le cose perdessero mordente.

Forse qualcuno leggendo questa notizia potrebbe farsi avanti per dare nuovi spunti, nuove idee, per apportare preziosa linfa e energia vitale.

Nel frattempo nei campi in terra rossa, sotto un ottobre quasi estivo, si gioca forse l’ultimo doppio della serata. In giro anziani, ragazzi, bambini, persone con il cane al guinzaglio, è una rinascita che dura da anni e che tutti sperano non finisca mai. Forse il fiore all’occhiello del comune di Vetralla che è bene tenersi stretto.

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