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Dalla passione per la musica al cd, Antonio Altissimi corona il sogno

Si intitola ''Diario della Notte'' la prima fatica discografica del professore

Monica Di Lecce

RONCIGLIONE – E’ nato piano piano, dai meandri di una passione tanto profonda quanto l’amicizia che lega le persone che ruotano intorno alla sua realizzazione. Amici che si sono ritrovati da grandi a rimettersi a studiare la musica, a passare le nottate in casa a lavorare in maniera quasi artigianale e alla fine a dare alla luce il progetto. Si intitola il ”Diario della Notte” il primo cd di Antonio Altissimi, professore molto conosciuto nella Tuscia, che realizza così il sogno nel cassetto.

Un cd in cui nulla è lasciato al caso a cominciare dal titolo. ”Il cd – spiega Antonio Altissimi – è il frutto del lavoro di più persone, di amici. Si intitola ”Diario della notte” perché abbiamo lavorato per lo più di notte nelle nostre case prima di andare nello studio di registrazione. Inoltre, nella confezione, si presenta come un vero e proprio diario: c’è la parte con i testi e una parte di fogli bianchi dove poter scrivere le sensazioni che si provano ascoltando la musica”.

Come è nata l’idea di un cd?

”L’idea è nata insieme a Paolo Pelliccia, il commissario straordinario del Consorzio Biblioteche, che ha contribuito insieme a Simone Iocco alla realizzazione anche della confezione in cui il cd è custodito. Insieme a Paolo avevamo pensato di fare qualcosa che fosse inerente non solo alla musica ma alla cultura in generale: scrittura, lettura. Questo cd ne è un po’ la sintesi”.

Come cresce in lei la passione per la musica fino ad arrivare al cd?

”La musica è stata sempre una mia grande passione sin dall’adolescenza. Ho sempre studiato degli strumenti e soprattutto ho composto musica. Ho scritto canzoni che sono rimaste chiuse nel famoso cassetto per tanti anni. Poi, grazie anche all’incontro con l’informatica e alla conoscenza di alcuni prodotti con cui è più semplice fare delle canzoni, è rinata in me la passione. Poi c’è stato l’incontro con il amico Bernando La Fonte, che è anche il mio editore musicale, che dopo aver ascoltato alcuni miei brami, mi ha spinto a riprendere quest’attività”.

L’album è composto da dieci canzoni, frutto di un lavoro di squadra….

”Questo è un prodotto frutto della collaborazione di tante persone, che sono anche i miei amici, in primo luogo i musicisti: Giuseppe Emanuele (Cicci) Benassi, che ha una enorme competenza musicale e tecnica e che ha suonato le tastiere e ha contribuito in maniera decisiva agli arrangiamenti; Roberto Magnasciutti, amico d’infanzia, professore di musica che si è dedicato alle chitarre. Io ho suonato le chitarre e il basso. Gli arrangiamenti sono stati curati da Roberto Caprari che è anche titolare dello studio in cui abbiamo risistemato il tutto, il Rostudio di Civita Castellana. Hanno contributo anche Archimede Spada, titolare della tipografia che ha realizzato l’opera, Sigismondo Sciarrini, Romeo Passeri che mi ha seguito passo passo nelle canzoni, dalla versione iniziale alla definitiva”.

C’è qualcuno a cui si sente di dedicare il cd?

”Voglio ricordare mio cognato e amico, Riccardo Moretti, scomparso di recente; Luca Pulino, combatte da anni contro la Sla e mi ha sempre stimolato e sostenuto, e poi Romeo Passeri a cui auguro una pronta guarigione”.

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