24022019Headline:

Airbnb, 5400 arrivi a Viterbo nel 2018

I dati su presenze e permanenza riaccendono il tema della tassa di soggiorno

Sono ben 5400 i turisti che nel 2018 sono arrivati a Viterbo avvalendosi del servizio offerto da Airbnb. A distanza di pochi giorni dall’incontro istituzionale tenutosi a Montecitorio, il rappresentante istituzionale dell’azionale californiana dell’home sharing ha presentato a Mauro Rotelli e Marco De Carolis i dati inerenti a Viterbo nell’ultimo biennio.

Tra il 2017 e il 2018 il numero di presenze nel capoluogo della Tuscia è aumentato di 2000 unità, passando dai 3400 a 5400 visitatori nell’ultimo anno. Il numero di host è solo di poco aumentato, dai 230 del 2017 ai 240 del 2018, mentre il numero degli annunci è invece leggermente calato, scendendo da 360 a 350.

Questi dati ci permettono di fare il punto su una situazione che per Viterbo sembra essere positiva – commenta l’assessore Marco De Carolis -. Il report di ci ha presentato un trend in aumento sotto tutti i punti di vista, nel quale l’aspetto più interessante è senza dubbio quello inerente alla permanenza media. I clienti di strutture Airbnb si fermano a Viterbo per 2,6 notti, indicando un tipo di soggiorno che non rientra più nella categoria ”mordi e fuggi” da una singola giornata. Queste statistiche sono utili non solo ad organizzare un tipo di offerta turistica congrua a questo tipo di turismo, ma anche per fare una proiezione del gettito ricavabile dalla tassa di soggiorno. Mantenendo questi numeri anche nel 2019 e avendo la certezza di riscuotere l’imposta da tutti gli operatori turistici, ci sarebbe la possibilità di pensare a grandi progetti per il rilancio della nostra città’’.

Uno storico punto debole della tassa di soggiorno però, è proprio quello legato alla difficoltà di riscuoterla, in caso di mancato versamento da parte dei gestori di strutture ricettive. Così la nuova frontiera per semplificare il prelievo e abbattere l’evasione diventano le intese con cui questo tipo di siti si impegnano a riscuotere il tributo insieme al canone e lo versano al Comune. ”Airbnb ha già stipulato accordi per riscuotere e versare questa tassa in grandi città come Milano, Firenze, Torino e Napoli– spiega anche Mauro Rotelli -. Stiamo cercando di capire se è possibile fare lo stesso a Viterbo e cancellare così tutti i problemi legati alla riscossione’’.

E nelle città coinvolte i primi risultati si sono già fatti notare: come riporta il Sole 24 ore, a Milano nei primi quattro mesi dell’anno il portale ha versato nelle casse municipali 2,2 milioni di euro a fronte di una stima annua di 3 milioni. ”Avere rapporti con questi player è fondamentale – conclude De Carolis -. Questi tipi di accordi servono non solo a cercare di dare una norma ad un fenomeno nuovo che è esploso negli ultimi anni, ma anche a far partecipare tutti gli attori in causa allo sviluppo della città”.

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