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Da Piansano a New York sulle tracce di un’urna etrusca

Il reperto archeologico della New York University potrebbe provenire da Piansano

Da Piansano a New York la distanza non è così lontana come si possa immaginare. E il patrimonio storico della Tuscia potrebbe essere ancora più sorprendente. Lo ha sperimentato in prima persona il sindaco del piccolo comune, Andrea Di Virginio, che nel corso di un viaggio privato con la famiglia nella Grande Mela, si è messo sulle tracce di un prezioso reperto archeologico, un’urna cineraria chiusina di epoca etrusca la cui provenienza viene attribuita al territorio piansanese.

 

Tempo addietro, durante la prima conferenza di studi archeologici su Piansano, l’archeologaDebora Rossi, direttrice dei musei di Pitigliano, era intervenuta su un’urna chiusina – tipologia di urna cineraria prodotta nell’antica città toscana di Chiusi – che la studiosa Larissa Bonfante ritiene proveniente da Piansano. Ancor prima, è stato l’insigne etruscologo Adriano Maggiani a porre per primo l’accento sull’esistenza del reperto. Venduta da un piansanese a un antiquario romano alla fine dell’Ottocento, l’urna avrebbe poi varcato l’oceano per finire alla New York University, prestigioso ateneo con sede nel cuore di Manhattan.

 

Dopo un lungo peregrinare attraverso cinque musei e istituti newyorchesi, l’impegno del sindaco Di Virginio ha dato i suoi frutti. Entrato in contatto con un professore italiano che lavora nella metropoli statunitense, il primo cittadino è riuscito a rintracciare il bellissimo pezzo in un laboratorio della NYU. Ora è in atto uno studio della Soprintendenza per confermare i dati di provenienza: il sindaco Di Virginio e la consigliera con delega alla culturaAura Colelli si augurano di avere presto i risultati, per poter iniziare a condividere questa storia con il pubblico.

 

Indipendentemente dall’esito dello studio che sta portando avanti la Soprintendenza – commenta Andrea Di Virginio – poter osservare in un posto così importante come New York un pezzo della nostra storia, che potrebbe essere strettamente correlato al territorio di Piansano, è per me e per il paese un grande motivo d’orgoglio, oltre che una sorpresa non da poco. Proseguiamo quindi nel grande impegno volto a sensibilizzare la popolazione sul prezioso e sconfinato patrimonio di cui siamo detentori. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questi punti d’incontro, tra cui l’archeologa funzionaria della Soprintendenza Maria Letizia Arancio, la consigliera Aura Colelli e il professor Andrew Monson, direttore del dipartimento di studi classici della New York University per la fondamentale collaborazione“.

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