21112019Headline:

Il settore edile tra occupazione e cassa integrazione

L'allarme lanciato da Fenealuil Viterbo-Rieti

Ancora una volta parliamo del SETTORE EDILE: i dati dimostrano l’estrema difficoltà del mondo del lavoro e che se non recuperati metteranno ancora di più in crisi i consumi e di conseguenza la produzione.

Su questo dato, incide in modo preponderante, il proseguimento della dinamica negativa delle opere pubbliche, che supera anche l’apporto negativo dato dalla ripresa del comparto non residenziale privato e dal rallentamento della nuova edilizia abitativa.

Nello specifico, gli investimenti in nuova edilizia residenziale, hanno subito ancora un calo dello 25% rispetto il 2017 e questo perché, come da dieci anni a questa parte i permessi a costruire continuano a diminuire.

Purtroppo l’industria e le costruzioni, ritornano ad essere i settori più deboli.

 

I dati nella provincia di VITERBO (forniti dalla Cassa Edile di Viterbo):

 

ANNO                         2014/2015                  2015/2016                  2016/2017      2017/2018     

Lavoratori Attivi         2.978                           2.716                           2.626               2.449

Di cui Impiegati             171                             181                             174                   191

Ore lavorate               2.339.452                    2.159.343                    2.172.009        1.970.505

Imprese Attive            717                              666                              649                  624

DURC emessi              803                              480                              469                  488

DURC Positivi             669                              229                              238                  236

DURC Negativi                       134                              180                              217                  252

 

Nelle Costruzioni risultano dai dati della Camera di Commercio di Viterbo, attive ben 4.669 Imprese, così suddivise:

871 Imprese di Capitali

603 Imprese di Persone

3.069 Imprese Individuali

126 Imprese in altre forme

 

Comparando i dati della Cassa Edile di Viterbo con quelli della Camera di Commercio di Viterbo, pensiamo che qualcosa non quadra nel settore delle Costruzioni, probabilmente ancora molto c’è da fare da parte degli Istituti comandati alla vigilanza ed al controllo.

Nessuno si sarebbe aspettato un così forte calo e probabilmente, non vi eravamo nemmeno preparati perché tutti si pensava ad una più contenuta crisi e che ci sarebbe stata a breve una ripresa.

Non si può certo continuare così, bisogna ridare fiato al potere di acquisto, ma da questo punto di vista, la politica non affronta i problemi reali della gente.

Un paese allo stremo: la disoccupazione che ha raggiunto livelli inaccettabili; continue perdite di posto di lavoro sempre più drammatiche; crisi del settore produttivo; caduta del potere di acquisto sempre più forte e tassazione in continua crescita.

Come è ovvio, nel settore EDILE Viterbese cresce la preoccupazione, negli ultimi cinque anni infatti si registra:

  • contrazione delle ore lavorate al 20%
  • analoga situazione per i lavoratori occupati
  • per le aziende, continua la caduta di appalti pubblici con un ulteriore decremento del 5,1% e di quelle residenziali private di ulteriore 4,3%, fabbisogno di case sempre più in calo ma dovuto alla incertezza del futuro e alla scarsa erogazione di mutui
  • ricorso al lavoro nero sempre più massiccio specialmente nelle ristrutturazioni, elusione contributiva, fiscale e previdenziale settore sempre più rientrante nella sfera del sommerso

 

Il ricorso alla NASPI (disoccupazione) ed alla Cassa Integrazione stanno terminando i loro effetti sulla tenuta sociale dei lavoratori e delle loro famiglie ed i dati sulla Cassa Integrazione a Viterbo rappresentano la realtà.

Non possiamo continuare così, le previsioni danno ancora una fase negativa per il settore edile con ulteriori cadute di investimenti.

Per un rilancio vero del settore, occorrono azioni finalizzate a potenziare le infrastrutture, volano necessario per far ripartire l’economia e a non penalizzare ulteriormente la tassazione immobiliare.

A tutto questo non possiamo tralasciare il problema della sicurezza nei luoghi di lavoro, quando gli incidenti sul lavoro si ripetono sempre uguali, vuole dire che non si tratta più di infortuni: di fronte a tanta negligenza, c’è bisogno di maggiore rigore.

Così come è stato definito l’omicidio stradale, bisognerà pensare a qualcosa di simile per salvaguardare con più efficacia la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Serve una strategia nazionale ed è necessario accrescere la partecipazione dei lavoratori.

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