03082020Headline:

Immigrazione clandestina, al via il processo a dieci anni dal blitz

Alla sbarra in nove: avrebbero fatto entrare extracomunitari in Italia a pagamento

VITERBO – (b.b.) Operazione Coast to Coast, a via a dieci anni di distanza dal blitz il processo.

A finire alla sbarra nove persone, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: secondo l’accusa avrebbero fatto entrare in Italia extracomunitari a pagamento, tramite false assunzioni.

Era il 17 marzo del 2009 quando la provincia fu scossa dall’arresto di cinque persone finite ai domiciliari, sette obblighi di firma, otto appartamenti sequestrati tra Viterbo e Canepina e oltre sessanta indagati a piede libero. Numeri ghigliottinati, negli anni, da una raffica di prescrizioni e patteggiamenti.

A spiccare tra i nove imputati, finiti di fronte al collegio del tribunale viterbese, una dipendente dell’ufficio provinciale del lavoro, rappresentata dall’avvocato Angelo Di Silvio.

”Tutto è nato dalla segnalazione dell’allora direttrice dell’ispettorato del lavoro – ha spiegato in aula un maresciallo dei carabinieri del nucleo ispettorato – era l’estate del 2008 e aveva notato delle anomalie nelle pratiche di una sua dipendente per il rilascio dei permessi di soggiorno”.

A suo nome risultavano diverse richieste di permesso per far entrare in Italia, come collaboratori domestici, cingalesi e albanesi.

”Non solo – ha proseguito – le richieste erano a nome anche di famigliari, parenti e amici”. Da qui l’incrocio dei dati catastali e del reddito e il via alle intercettazioni.

Secondo la magistratura avrebbero fatto arrivare, tramite false assunzione, decine e decine di extracomunitari – perlopiù cingalesi – tramite false assunzioni. A cui avrebbe fatto seguito, poi, una volta ottenuti i dodici mesi di tempo per regolarizzare la propria posizione in uno dei paese dell’Unione Europea, il licenziamento. Il costo della pratica per ogni immigrato avrebbe oscillato dai 4 ai 7mila euro.

”Durante le indagini – ha concluso il maresciallo – abbiamo anche scoperto che tra i nominativi di coloro che avevano fatto richiesta di domestici risultava anche il maggiordomo della villa sul lago Maggiore di Silvio Berlusconi”.

Depositate le intercettazioni, il processo riprenderà a fine settembre.

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