20112019Headline:

Da allieva a ossessione, al via il processo per stalking al preparatore atletico

L'uomo è finito in manette ad aprile per aver incendiato l'auto della bodybuilder

VEJANO – (b.b.) ”E’ diventato il mio preparatore atletico nel 2016, poi dopo essere finito ai domiciliari per spaccio di sostanze dopanti, ci siamo avvicinati sempre di più: sono stata l’unica a stargli vicina in quei momenti così difficili. E il nostro rapporto di amicizia si è trasformato in una vera e propria relazione”. Nonostante la donna fosse sposata, per mesi avrebbe portato avanti il rapporto con il suo allenatore di bodybuilding. ”Prima perché mi ero davvero affezionata a lui, poi per paura di lasciarlo. All’improvviso era diventato morboso, ossessionato dalla mia presenza e geloso di ogni mio legame e spostamento”.

Tanto da seguirla a lavoro e nei luoghi che frequentava. Tanto da minacciare di uccidere il marito se non lo avesse lasciato e di bruciarle casa se non fosse scesa in strada ogni volta che lui la avesse voluta incontrare.

”Più volte ho provato ad allontanarlo dalla mia vita, ma senza successo – ha spiegato la donna, 40 anni, ora parte civile nel processo per stalking, incendio e danneggiamento a carico del suo ex preparatore atletico, finito in manette ad aprile scorso – ogni volta avevo paura che potessi fare del male a me, a mio marito e a tutta la mia famiglia”.

Oltre due anni e mezzo di inferno, in cui la donna sarebbe stata costretta a subire di tutto. Come quando nell’agosto del 2018 sarebbe stata presa a cazzotti e poi per il collo perché si sarebbe rifiutata di andare a letto con l’imputato oppure quando, il 2 aprile del 2019, mentre era negli Stati Uniti per una gara di culturismo, le avrebbe bruciato la macchina.

”Sono tornata a vivere da alcuni mesi – ha concluso la vittima in aula – quando, a seguito della mia denuncia, è finito ai domiciliari: fino ad allora ho vissuto nel terrore più totale. La mia vita era diventata un incubo”.

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