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Figlie di Eva: Cucinotta, Andreozzi e Belvedere sul palcoscenico del teatro Lea Padovani

Venerdì 8 novembre, alle ore 21:00

MONTALTO DI CASTRO – Con la regia di Massimiliano Vado, venerdì 8 novembre, alle ore 21:00, si apre il sipario al teatro Lea Padovani per lo spettacolo “Figlie di Eva”, con Vittoria Belvedere, Maria Grazia Cucinotta, Michela Adreozzi, Marco Zingaro (nel ruolo di Luca Bicozzi).

Figlie di Eva è la storia di un uomo potente, che frega tre donne, che trovano il modo di vendicarsi.

E’ la storia di un ragazzo che incontra tre fate madrine che lo aiutano a realizzare i suoi sogni. La storia di tre donne completamente diverse, che diventano amiche nonostante tutto. Cioè a dire che Figlie di Eva è tre storie in una, come sono tre i nomi delle protagoniste: Elvira, Vicky e Antonia.

Elvira. Dietro a ogni grande uomo c’è una grande donna: la segretaria. E lei è la Cadillac delle segretarie! Elvira sa, Elvira vede, Elvira risolve. A lei, il Cardinale Richelieu, le fa un baffo. Vicky. Moglie tradita, è una “povera donna di lusso”, sposata per il suo patrimonio. Un po’ ingenua, un po’ scaltra, un po’ colomba, un po’ volpe. Anzi lince, nel senso della pelliccia. Antonia. Prof di latino, emigrata, precaria, ma bellissima. E con una scomoda sindrome di La Tourette. Comunque romantica, in attesa del primo amore e di una cattedra.

Cosa le lega? Nicola Papaleo. Sindaco disonesto che le inguaia tutte e tre per diversi motivi: manda Elvira nelle peste legali per falso in bilancio; abbandona Vicky in diretta tv per una giovincella; incastra Antonia che viene beccata a passare gli scritti di maturità a quella capra di suo figlio e pertanto radiata dal provveditorato. Le tre, che mal si sopportano, unite da un sano sentimento di vendetta, si coalizzano: lo vogliono morto. Anzi, meglio: lo vogliono trombato, come si dice dei politici che perdono le elezioni.

Perché un politico trombato è più morto di un morto. Scopo del gioco? Far sì che l’odiato Papaleo non venga rieletto sindaco. Come? Elvira, Vicky e Antonia sanno, prendono coscienza che hanno creato un mostro: sostenendo, proteggendo e aiutando il sindaco nella sua ascesa. Ma questo vuol dire che sono in grado di creare anche un antidoto a Papaleo: costruendo a tavolino un candidato “fantoccio” che lo distrugga alle prossime elezioni. Un po’ Pigmalione, un pizzico di Cyrano, Cenerentola quanto basta ed è fatta!

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