13122019Headline:

Picchiato e rapinato per un debito

La vittima, un 24enne di Vejano,finì in ospedale con il naso rotto

”Mi ha chiamato dal bagno di un bar dove si era nascosto, mi ha detto di essere stato picchiato da due ragazzi e di raggiungerlo al più presto. Ma non gli ho creduto e così sono rimasto a casa. Sono andato a cena”. Invece, nel tardo pomeriggio del 13 settembre del 2016, l’amico sarebbe stato davvero avvicinato da due coetanei, in una delle vie più centrali di Vejano, e sarebbe stato picchiato e poi rapinato. Derubato di circa 150 euro a causa di un vecchio debito mai pagato.

A finire alla sbarra per rapina e lesioni aggravate due giovanissimi residenti a Vejano e a Canale Monterano: secondo la denuncia sporta ai carabinieri di Ronciglione dalla vittima oggi 24enne, i due poco dopo le 19 del 13 settembre di tre anni fa, lo avrebbero seguito all’uscita di un bar e poi lo avrebbero aggredito. ”Mi si sono avventati addosso: mi colpivano con calci e bastonate. Erano più di uno e continuavano a ripetere che dovevo consegnar loro dei soldi…” aveva spiegato il ragazzo alla precedente udienza di marzo.

Finito al pronto soccorso dell’ospedale di Bracciano con il naso rotto, subito avrebbe sporto denuncia.

”Dopo l’aggressione mi ha chiamato – ha sottolineato in aula un suo conoscente, – voleva che lo raggiungessi. Sentivo che aveva un tono di voce agitato, ma non gli ho creduto. Pensavo fosse uno scherzo per farsi raggiungere al bar e fare aperitivo insieme”.

A ricostruire davanti ai giudici quegli istanti anche un’amica della madre della vittima: ”Ero in attesa dal medico, quando ho sentito degli schiamazzi fuori: sono uscita e ho visto questi tre ragazzi discutere molto animatamente. Non sarei intervenuta, se non avessi riconosciuto il figlio di una mia cara amica. Così ho tentato di separarli e poi me ne sono andata. Lui aveva un taglio sul naso. L’ho incontrato di nuovo qualche minuto dopo: gli ho detto di andare da un medico o tornare a casa per farsi medicare”.

Dietro al pestaggio, secondo quanto ricostruito dai militari, ci sarebbero precedenti debiti legati alla droga: uno dei due imputati, finito già in tribunale per spaccio, avrebbe preteso il saldo di alcune dosi di hashish acquistate in precedenza dalla vittima.

Si tornerà in aula a metà aprile.

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