21012020Headline:

Dopo un’aggressione subita, dà in escandescenze all’arrivo dei carabinieri

Giovane finisce a processo per lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale

Prima dell’arrivo dei carabinieri, che poi lo hanno portato in caserma per lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale, sarebbe stato vittima di un brutale pestaggio da parte di alcuni suoi coetanei.

E proprio per questo, un giovane di Oriolo Romano, finito in carcere e a processo di fronte al giudice Silvia Mattei, ”all’arrivo dei militari, era agitato e scosso e ha cominciato a divincolarsi”.

A raccontarlo la madre del ragazzo, finito nei guai lo scorso 25 maggio. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, avrebbe colpito con un calcio uno dei militari presenti e avrebbe tentato in ogni modo di evitare l’arresto.

”Ma solo perché completamente spaventato e disorientato da quanto era accaduto poco prima. Ho dovuto implorarlo di calmarsi e di collaborare – ha proseguito la madre – a terra, gli ho dovuto tenere il ginocchio sulla schiena per farlo ammanettare. Poi si è calmato, ma sono certa che non abbia aggredito nessuno dei carabinieri”.

Il giovane, stando a quanto raccontato in aula dalla madre, intorno alle 11 di sera dello scorso 25 maggio, sarebbe stato aggredito sotto la scalinata del palazzo comunale di Oriolo Romano da alcuni ragazzi. ”L’ho trovato in piedi sanguinante, poi il gruppo lo ha di nuovo colpito ed è finito a terra. Poco dopo sono arrivati i carabinieri”.

”Volevo che lo portassero prima in ospedale, poi in caserma. Era ferito – ha sottolineato la donna – ma è stato condotto al pronto soccorso di Bracciano solo dopo. C’è chi giura di averlo sentito urlare in caserma. Avevo paura me lo ammazzassero come Stefano Cucchi”.

Finito a processo per lesioni aggravate e resistenza aggravata, dovrà tornare in aula assieme al suo difensore, il prossimo 20 maggio.

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