06062020Headline:

Mafia viterbese, quasi tutta la banda di Trovato e Rebeshi verso l’abbreviato

Questa mattina nuova udienza preliminare a Roma

Mafia viterbese, quasi tutta la banda di Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi sarebbe pronta a chiedere il rito abbreviato. Dopo la bomba lanciata da Sokol Dervishi, braccio destro del 44enne calabrese considerato a capo della cupola smantellata lo scorso 25 gennaio, e la sua decisione di collaborare con la giustizia, raccontando tutto quanto a sua conoscenza, la maggior parte dei tredici arrestati per associazione a delinquere di stampo mafioso si sarebbe decisa a chiedere un giudizio alternativo per ottenere, in caso di condanna, lo sconto di un terzo della pena.

Una scelta già fatta all’udienza del 21 dicembre scorso da Luigi Forieri, Martina Guadagno e lo stesso Sokol Dervishi, che nelle oltre cento pagine di dichiarazioni avrebbe sottolineato come ”Trovato era la mente della banda” e che lavorava in stretta collaborazione con Rebeshi. ”Trovato lo aiutava a controllare il mercato della droga e Rebeshi, con i suoi uomini, a sua volta aiutava Trovato a incendiare auto e negozi di concorrenti e a controllare il mercato” ha spiegato lo scorso 7 ottobre di fronte al sostituto procuratore antimafia Fabrizio Tucci, che assieme al pm Giovanni Musarò ha portato avanti le indagini.

Questa mattina nel corso della seconda udienza preliminare, in collegamento video dalle carceri di mezza Italia nell’aula Occorsio del tribunale di Roma, altri sette degli arrestati potrebbero formalizzare le loro richieste, compresi i due presunti vertici della banda, lo ‘’Zio’’ Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi, detto ‘’Il Biondo’’, rispettivamente reclusi a Nuoro e a Cuneo. Si tratta di Gabriele Laezza, Oufir Fouzia, Pavel Ionel e i due fratelli Patozi.

Ad optare per il rito abbreviato saranno invece molto probabilmente i due viterbesi Manuel Pecci ed Emanuele Erasmi, che si trovano agli arresti domiciliari.

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