19022020Headline:

San Pellegrino in Fiore: è ora di pensarci

''Servono energie nuove e qualche idea fantastica''

Il lungo inverno di Viterbo incombe sovrano. Appena a piazza del duomo i san pietrini torneranno a posto, con i commercianti del centro in testa, saremo tutti d’accordo nell’affermare che già ci manca da morire il Natale e le sue luci. Tutti noi, un po’ sonnacchiosi, aspettiamo la primavera e la stagione dei Festival. Come sempre, senza dover fare nulla, grazie all’operato di pochi gloriosi eroi, San Pellegrino sarà in fiore, Caffeina Ombre e tutti gli altri eventi avverranno con un po’ di critiche e molti applausi da chi ha un B&B e da chi vive di turismo. Sicuri?

Da Wiki Tuscia, Enciclopedia della Tuscia si legge: ‘San Pellegrino in Fiore è un evento imperdibile della primavera viterbese. Esso nasce nel 1987 da un’idea di Armando Malè… Nel 1993 è stato fondato l’Ente Autonomo di San Pellegrino in Fiore …presieduto dal Cavaliere Armando Malè, tuttora in carica e attivo nell’organizzazione annuale dell’iniziativa’.

Tutti pronti a scommettere? Gia a Maggio 2019, su queste colonne, ringraziando per aver portato Viterbo nei circuiti di turismo nazionale, suggerivo un cambio della guardia. Il grande Male, già glorioso facchino della macchina di Santa Rosa ha dato sangue e 33 anni all’iniziativa. E’ tempo di lasciarlo riposare dopo averlo nuovamente ringraziato.

Servono energie nuove e qualche idea fantastica. Vorremo espositori internazionali ed idee viterbesi per ammirare una volta ancora la dicotomia del grigio del peperino e dei colori dei fiori. Negli ultimi decenni a Viterbo sono cresciute professionalità invidiabili. Sempre perchè dobbiamo valorizzare

provo proporre nome e cognome. L’azzeccatissima iniziativa ‘Verdi e Contenti ‘ ormai da anni ci regala fantastici fine settimana nella meravigliosa cornice dell’orto botanico. Chiara Brunori ne è l’anima. Nella foto. Nulla succede a caso, il suo blog, verdi e contenti, è seguitissimo a livello nazionale.

Il natale da anni vede molti volontari lavorare dietro le quintie per realizzare le meravigliose attrazioni. Un nome su tutti noto dagli anni settanta per le vetrine più belle ed originali: Patrizia Rizziello. Se servisse la ‘via Degli Artisti’ è pronta aiutare.

Inizierei da loro due. Hanno mostrato professionismo e dedizione, capacità e spiccato senso di appartenenza ad una città che va amata.

Senza tante chiacchiere io le inviterei, magari con altre, in un ufficio di assessore e vedrei cosa si riesce se ci lavoriamo da adesso. Si, tutte donne, il grande Armando ha tenuto le redini per 33 anni, adesso largo alle nostre professioniste preparate e capaci.

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